Diossine, Brescia peggio di Seveso

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Risultato choc di un'indagine poco conosciuta. Siamo avvelenati.


(red.) Seveso? Un lontano e sbiadito ricordo. Ora è Brescia la città campione da prendere come esempio negativo quando si parla di cittadini fortemente contaminati da diossine e furani; sostanze altamente tossiche simili ai policlorobifenili (Pcb). I dati di una ricerca, mai divulgata con chiarezza, effettuata dall'Asl di Brescia con il contributo dell'Istituto superiore della sanità non lasciano alcun dubbio. L'indagine, presentata sabato nel corso di un convegno di Medicina Democratica, dimostra come a Brescia il tasso di inquinamento del sangue dei residenti sia veramente preoccupante.
IL CAMPIONE. I test sono stati fatti su 720 persone nel corso delle indagini sulla presenza e sugli effetti del Pcb: è stato preso in esame il sangue di 142 lavoratori della Caffaro; 169 residenti nella zona sud-est dello stabilimento di via Milano; 147 residenti nella zona sud; 127 abitanti nell'area sud-ovest; 41 consumatori di alimenti provenienti dalle aree contaminate del sito d'interesse nazionale e 94 bresciani non residenti nella zona Caffaro.
I RISULTATI. Chi sta peggio sono le persone che hanno mangiato prodotti provenienti dalla zona: in questa fetta di popolazione la concentrazione di diossine e furani arriva a toccare i 430 picogrammi per ogni grammo di grasso. Non esistono valori limite entro i quali questi veleni sono "consentiti" all'interno del sangue, ma la media italiana della presenza di queste due sostanze è pari a 17,75 picogrammi, circa 24 volte in meno rispetto al risultato bresciano.
PEGGIO DI SEVESO. Tanto per fare un esempio indicativo, gli abitanti della zona A di Seveso, cittadina milanese che nel 1976 fu investita da una nube tossica di diossine causata dallo scoppio di un reattore della ditta Icmesa, avevano concentrazioni pari a 272 picogrammi.
Ai 127 cittadini residenti nell'area sud-ovest della Caffaro sono state riscontrati 85 picogrammi; nella zona sud 75 picogrammmi; in quella sud-est 74; mentre nel sangue dei lavoratori sono stati riscontrati 49 picogrammi. E i bresciani non residenti nelle zone attigue all'industria come sono messi? Certo non bene visto che, con 54 picogrammi, perfino loro superano la concentrazione media degli abitanti dell'area B (inquinamento intermedio) di Seveso (47 picogrammi).
Ma non sono soltanto i dati ottenuti dalle analisi del sangue dei cittadini a preoccupare. I veleni nella zona Caffaro abbondano anche nel terreno e nelle acque di falda, come dimostrano altre indagini finora mai rese pubbliche (leggi l'articolo).


MAXIBLOG. Dall'archivio di quiBrescia.it, leggi qui uno "Speciale Caffaro" che comprende le notizie più importanti dal 2001 all'aprile 2004.

LE ULTIME PAROLE FAMOSE. Dall'archivio di quiBrescia.it, leggi qui una selezione delle dichiarazioni rilasciate a caldo, nel 2001, da politici, tecnici, ambientalisti, professori e sindacalisti sulla vicenda Caffaro.

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