Ecomafie, Tindiglia (Idv): «Codice contro reati ambiente e agroalimentare»

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(red.) «La recente pubblicazione del rapporto annuale di Legambiente sulle ecomafie in Italia – ha dichiarato Carmelo Tindiglia, Segretario Regionale IDV Lombardia– conferma quanto l’attività della criminalità organizzata sia ormai radicata in maniera omogenea su tutto il territorio nazionale da nord a sud».
«A preoccupare – ha spiegato Tindiglia – è la distanza non ancora colmata tra redditività dei reati e sanzioni degli stessi. Per capirci, stando a quanto diffuso da Legambiente, il business dell’ecomafia nel 2013 è valso alla criminalità circa 15 miliardi di euro interessando settori quali rifiuti, fauna, l’abusivismo edilizio, l’inquinamento ambientale, alimentari e l’archeo-mafia. A fronte di questi margini di guadagno, la maggior parte di questi reati non sono ancora riconosciuti dal nostro ordinamento con valenza penale e ci si limita a sanzionarli con pene inadeguate rispetto alla gravità del reato e che rendono oggettivamente difficile se non impossibile il loro effettivo contrasto».
«Crediamo indispensabile che il Governo accolga al più presto l’appello del Procuratore Nazionale Antimafia e le richieste di Legambiente, trasformando queste violazioni in veri e propri reati penali, attraverso la rapida compilazione di un Codice Ambientale, auspicato dallo stesso Ministro dell’Ambiente, che coinvolga in modo più forte anche le istituzioni locali e territoriali».
«Proprio l’immobilismo della politica, la complessità delle norme, spesso eccessivamente stratificate e contraddittorie, favorisce il fiorire di una imprenditoria ecocriminale sempre più strutturata e organizzata e che oltre a delinquere riesce a condizionare appalti e scelte politiche non solo a livello periferico decentrato».
«Nell’anno di Expo – ha concluso Tindiglia – è necessario che ci si interroghi, in modo particolare, sui dati relativi all’aumento dei reati nel settore agroalimentare, raddoppiati rispetto al 2012. Se da un lato, infatti, serve al più presto potenziare gli strumenti normativi per reprimere, dall’altro lato, serve anche agire con uguale determinazione nell’ambito della prevenzione e dei controlli,indispensabile attività investigativa, proprio nel settore agroalimentare, per contrastare contraffazione».

 

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