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Secessionisti arrestati, «sottovalutati segnali allarmanti»

«Le ipotesi di reato – dall’associazione con finalità di terrorismo all’eversione dell’ordine democratico – per le quali sono stati disposti 24 arresti dalla Procura di Brescia, sono gravissime, poiché aggrediscono alla radice uno dei principi fondamentali sanciti dalla Carta costituzionale, ossia quello di unità e indivisibilità della Repubblica. Spaventa non solo l’obiettivo perseguito – l’indipendenza dallo Stato italiano – ma anche la modalità violenta e tesa a creare un clima di terrore, che si intendeva mettere in atto per realizzarlo; metodi che rievocano anni bui per il nostro Paese e per la nostra città». Ad affermalo i consiglieri comunali del Gruppo “Al lavoro con Brescia”, Donatella Albini e  Francesca Parmigiani che sottolineano come si tratti di «una notizia che si inserisce, inoltre, in un contesto preoccupante di affermazione di movimenti e partiti di estrema destra in Europa, i quali trovano terreno fertile nel quadro di drammatica crisi economica che recide i legami sociali e inasprisce le diseguaglianze».
«In questo quadro, da un lato, si denuncia il grave errore di sottovalutazione di segnali allarmanti del passato recente – dalle spinte secessioniste, agli slogan volgari e xenofobi, fino al vilipendio delle istituzioni e dei simboli dell’Italia repubblicana – spesso ridotti a boutade e a espressioni di folclore locale, dall’altro si apprendono con sconcerto le dichiarazioni del segretario della Lega Nord Salvini, il quale, anziché condannare il progetto eversivo, ha persino annunciato una manifestazione in solidarietà degli arrestati» continuano Albini e Parmigiani. «L’unica reazione alla notizia dovrebbe, al contrario, consistere, soprattutto da parte di chi riveste incarichi di rilievo pubblico, nell’impegno a riattivare i presidi democratici, a partire dal rispetto della Costituzione, formula che non può essere ridotta a mera clausola di stile».

 

 

 

 

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