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Associazione Artigiani: “Piccolo non è più bello”

(red.) La crisi economica sta mettendo alla dura prova le grandi imprese, ma ancora di più le medio piccole che nel territorio bresciano sono numerosissime. La situazione preoccupa moltissimo anche l’Associazione Artigiani di via Cefalonia che ha diffuso un comunicato in cui invita le istituzioni e gli stessi artigiani ad associarsi per evitare la sparizione.
“L’attività della micro impresa italiana – si legge nella nota firmata da Enrico Mattinzoli, presidente di Assoartigiani di Brescia-, era  e continua ad essere, in linea generale, legata alla produzione di beni e servizi complementari al  processo di subfornitura.  Meno frequente è il caso di micro imprese protagoniste di tutta la filiera, dalla ideazione e ricerca sino ad arrivare al prodotto finito. Oggi al ridimensionamento e alla contrazione  del mercato si è aggiunta la necessità per i grossi committenti di semplificare ulteriormente la catena dei fornitori, concentrando le commesse verso un solo  interlocutore che  garantisca tutte le fasi del processo.  La storia ci insegna, che i grandi cambiamenti avvengono all’indomani delle grandi crisi, siano esse politiche che economiche; ne consegue che l’attuale situazione, vada colta come opportunità per l’avvio di un processo che porti le micro imprese ad una nuova strategia di approccio con il mercato.
Nel campo dei servizi,ad esempio, artigiani installatori, idraulici, pittori, edili, elettricisti, possono, attraverso l’aggregazione, ampliare le loro opportunità di lavoro partecipando a bandi in veste di capofila di progetti, anziché come semplici parziali fornitori di un servizio. Lo stesso dicasi per officine meccaniche, carpenterie, fonderie, che attraverso le reti d’impresa possono ambire ad aggredire”paesi in crescita con un prodotto finito, anziché come componenti  di una filiera. E’ ovvio che un processo di questo tipo, non è di facile attuazione, visto anche il forte  personalismo che caratterizza il piccolo imprenditore, ma è altrettanto evidente che non vi siano alternative ad un sistema economico industriale oramai globale, tendente a marginalizzare l’attività delle micro realtà produttive. Elementi essenziali alla riuscita di aggregazione debbono essere qualità e innovazione del prodotto, capaci di garantire alto valore aggiunto al processo. Ecco perché piccolo in termini economici, non è più sinonimo di bello, come la parola localismo, sempre in termini economici, non ha più alcun senso. Aggregazione quindi è la parola d’ordine come chiave di svolta delle PMI in termini di crescita non solo economica ma anche strutturale, finanziaria e di sapere, che veda le nostre micro realtà artigiane coinvolte in una sfida rivoluzionaria e al tempo stesso entusiasmante.

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