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Sel, Lacquaniti: «Finmeccanica non convince»

(red.) Ha avuto successo la sollecitazione del parlamentare bresciano di Sel Luigi Lacquaniti. Martedì 20 gennaio si è tenuta in Commissione Attività Produttive, l’audizione di Pansa, amministratore delegato Finmeccanica.
«Le mie perplessità, che riguardano la cessione di Ansaldo STS e la divisione di Ansaldo Breda -ha dichiarato Lacquaniti a margine della seduta-,  risiedono nella considerazione degli ancor buoni fatturati di Finmeccanica. Pansa, nella sua audizione, mi è parso ben poco convincente». Pansa ha affermato che l’Italia ha perso le sue battaglie sul lavoro e sulla produzione e si è detto convinto che Finmeccanica abbia a disposizione ottime competenze personali da spendersi anche su scenario internazionale e che riguardano le capacità di innovazione e tecnologiche. e se è vero che in molti Paesi dell’estremo Oriente, dove oggi risiede la produzione di parecchie eccellenze italiane, queste stesse stanno valutando l’ipotesi di un rientro in Italia, imbattibile nella qualità, trovo incomprensibile la cessione del comparto energetico da parte di Finmeccanica, che oggi ha di fronte a sé molte scommesse, tra le quali un trasporto su rotaie quasi interamente (fatta salva l’alta velocità) obsoleto.
«La Camera – continua il parlamentare di Sel -ha appena approvato una mozione che valorizza il made in Italy, che deve essere promosso e valorizzato. e per made in Italy, non s’intendono soltanto le nostre ottime prelibatezze culinarie, ma anche tutto ciò che l’Italia può dare anche nelle sue capacità personali a livello tecnologico. Io credo che il Governo debba fare la sua parte e non mi soddisfa affatto la risposta del sottosegretario all’Economia e Finanza Baretta, quando sostiene che Finmeccanica è società al 70% privata ed è pure quotata in Borsa, come a dire che lo Stato non può in alcun modo intervenire nelle scelte. Ma io credo che una realtà importante come Finmeccanica, un’eccellenza italiana, che dà lavoro a tante persone, non possa essere liquidata a mera questione privata. Del resto lo dimostrano molti altri Paesi delle nostre democrazie occidentali che è doveroso, da parte di uno Stato, occuparsi delle realtà produttive presenti sul territorio. Che per molti è solo questione di alta finanza, ma per i più è lavoro e produzione».

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