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Sel: «Siria, no all’intervento armato dell’Italia»

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(red.) «Condanniamo senza mezzi termini l’utilizzo di armi chimiche contro la popolazione ma ribadiamo con forza la nostra netta contrarietà ad ogni forma d’intervento militare in Siria». Lo affermano, in una nota, gli onorevoli bresciani di Sel Luigi Lacquaniti e Titti Di Salvo.
«Non è con l’ennesimo intervento armato che si può risolvere una situazione che ha già provocato, secondo l’ONU, centomila morti e più di un milione di profughi. Gli esempi dell’Afghanistan, dell’Iraq e della Libia dimostrano come l’unico risultato ottenuto con le cosiddette “guerre umanitarie” sia il rafforzamento dei fondamentalismi e non invece la salvaguardia della popolazione ed il raggiungimento della pace» sottolineano gli esponenti di Sinsitra ecologia e libertà..
«Riteniamo che l’Italia debba lavorare per il rilancio dell’opzione diplomatica e politica, con il coinvolgimento di tutti gli attori, compresi Russia e Iran; sospendere immediatamente ogni fornitura di armi alle parti in conflitto e richiedere il disarmo bilaterale; non offrire alcun supporto logistico indiretto, a partire dall’eventuale uso delle basi e del diritto di sorvolo.
E’ necessario che l’Italia applichi l’articolo 11 della Costituzione in cui si dice chiaramente che “l’Italia ripudia la guerra” ed è disposta a cedere una parte della propria sovranità per assicurare pace e giustizia.
A differenza del Ministro della Difesa Mauro crediamo che chi ama la pace non debba armarla ma debba disarmare la guerra investendo nel rispetto dei diritti umani e nella prevenzione dei conflitti e non nell’acquisto di strumenti di morte come i cacciabombardieri F-35 o le fregate Fremm», concludono lacquaniti e Di Salvo.

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