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Taglio risorse, sit in del Silp Cgil al ministero

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(red.) Alla questura di Brescia la situazione “parco auto” di servizio è nota: poche vetture, vecchie e con moltissimi chilometri alle spalle, costringono gli agenti ad un servizio difficile, spesso supplendo alla mancanza di volanti attraverso vetture oggetto di confisca giudiziale.
Ma non si tratta dell’unica difficoltà riscontrate dalle forze dell’ordine che, per protestare contro la mancanza di risorse e i tagli ai fondi ministeriali, hanno indetto un sit in davanti al Viminale per martedì 6 agosto. L’iniziativa reca la firma di Silp Cgil.
La manifestazione è contro «i continui tagli provocati dalle ultime finanziarie, associati al blocco delle retribuzioni e dei trattamenti economici relativi al triennio 2011-2013 che penalizzano fortemente le donne e gli uomini della polizia di Stato» come annunciato dal  segretario generale della categoria dei lavoratori di polizia affiliato  alla Cgil, Daniele Tissone, sottolineando come l’iniziativa nasce per «manifestare le ragioni del Silp e per sensibilizzare l’opinione pubblica».
Oltre al tema delle risorse, ha aggiunto Tissone, «per le quali non pervengono ad oggi risposte concrete rispetto al loro reperimento, il Silp intende far sentire la propria voce in relazione anche al mancato riconoscimento della specificità, della previdenza complementare nonché per una riforma delle carriere, il cui varo è da troppo tempo atteso, e per una revisione delle modalità concorsuali interne ed esterne che possa ridare riconoscimento a quanti sono impegnati in un lavoro che non ha paragoni».
Con il Sit-in di protesta in programma martedì 6 agosto davanti alla sede del Ministero dell’Interno, il Silp Cgil vuole inoltre «richiamare l’attenzione anche sulla necessità che tutte le forze politiche si assumano un impegno concreto sulla sicurezza e che il dipartimento di Pubblica sicurezza attui una continua e duratura pressione poiché sono in gioco- ha concluso Tissone – non soltanto gli interessi di centinaia di  migliaia di operatori di polizia, ma soprattutto il diritto alla sicurezza dei cittadini italiani».

 

 

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