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Gaddi (Etico, a sinistra): “Regione, smantellare il sistema sanità di Formigoni”

(red.) “Dobbiamo smontare i pilastri su cui è stato costruito il modello Formigoni (sempre approvato dalla Lega) della sanità e dei servizi sociali e socio-sanitari”. Lo ha affermato Matteo Gaddi, candidato a Brescia per il consiglio regionale per la lista “Etico, a sinistra”.
Per Gaddi i “pilastri del sistema Formigoni” al Pirellone>I sono stati: “la trasformazione della salute da diritto in merce e la trasformazione dei soggetti che erogano servizi in attori economici in competizione tra loro nel “mercato della salute”. Il “mercato della salute” è stato reso possibile grazie alla bufala della “libertà di scelta” del cittadino”.
“Sono derivate da queste impostazioni filosofiche di fondo: la separazione delle ASL dalle aziende ospedaliere; lo svuotamento delle ASL ridotte a soggetti pagatori di prestazioni rese sul mercato da altri; la parificazione tra privato e pubblico in un primo tempo e, immediatamente dopo, la netta propensione a favore del privato; la preferenza per il privato ha portato ad una progressiva riduzione di posti letto e di servizi nel pubblico e ad un loro aumento nel privato; lo smantellamento del pubblico è passato anche attraverso la privatizzazione delle ex IPAB attraverso le fondazioni; anche ospedali e IRCCS sono stati oggetto di privatizzazione sempre attraverso le fondazioni; l’uso dei DRG fatto in sanità ha contribuito ad accentuare il modello di “ospedale – fabbrica” che moltiplica le prestazioni (quelle più remunerative) per guadagnare di più”.
“I lavoratori del settore”, ha aggiunto il candidato di  “Etico, a sinistra”, “sono quelli a cui si sta facendo pagare la crisi: l’applicazione di tagli vari (decreti salva-Italia, spending review ecc.) previsti da Formigoni e Lega porterebbero a oltre 4.500 esuberi nel pubblico, mentre il settore privato ha dichiarato circa 2.000 esuberi. Inoltre continua la giungla contrattuale che porta a veri e propri dumping sociali realizzati sulla pelle dei lavoratori: in sanità coesistono 5 contratti diversi mentre nel terzo settore sono addirittura 11. Questo significa che lavoratori uguali, con le stesse mansioni, stesso luogo di lavoro ecc hanno trattamenti contrattuali diversi che, ovviamente scatenano una corsa al ribasso sul terreno dei diritti”.Per Gaddi a Regione Lombardia serve “un vero piano socio-sanitario regionale che abbia al centro la salute dei cittadini e non il business privato, per questo serve un forte ruolo di governo del pubblico; uno strumento dell’accreditamento fondato su standard qualitativi certi, a partire dai diritti dei lavoratori; l’applicazione del CCNL di settore come requisito di accreditamento; il superamento del modello “ospedalocentrico” per rafforzare i servizi del territorio e dei luoghi di lavoro; il rafforzamento del ruolo dei comuni sia nei Piani di Zona che in rapporto con le ASL; il conferimento alle ASL di ruoli e funzioni concrete che consentano loro di recuperare il rapporto con i territori; una vera integrazione tra sociale e sanitario a partire dal superamento di due assessorati distinti; la cancellazione del modello dei voucher per rafforzare il finanziamento dei servizi pubblici; il superamento dell’odiosa pratica dei ticket sanitari che stanno contribuendo all’impoverimento di pensionati e lavoratori”.

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