Bilancio, “giunta Paroli miracolata”

(p.f.) “Bilancio? Non è un miracolo di Paroli: è la giunta ad essere miracolata”. In particolare, a miracolare l’amministrazione bresciana sarebbe stato addirittura il governo Monti, tanto vituperato da Lega e Pdl. “Il sindaco ha passato l’estate”, ha commentato il consigliere Pd e presidente della Commissione Bilancio Fabio Capra, “a dire che che la giunta ha fatto i miracoli per il bilancio. La verità è che dalle manovre governative sono arrivati ben 66milioni di euro, che hanno consentito all’amministrazione di chiudere con il rispetto del patto di stabilità e l’assestamento della spesa corrente”.
A salvare il bilancio della giunta Paroli, minato dalle mancate alienazioni e dai ridotti dividenti di A2A, sono stati i 15 milioni di credito d’imposta, i 31 milioni di residui perenti e i 20 milioni come Comune virtuoso. Inoltre, è aumentato di 3,7milioni anche il Fondo sperimentale di equilibrio , che ha consentito di salvare i servizi sociali. “E non dimentichiamo il caso Imu”, ha continuato Capra, “con la Lega a sbandierare che i benefici sarebbero andati solo al governo centrale e che Monti chiedeva ai Comuni di fare gli esattori per conto di Roma. La verità è che dei 117milioni di euro versati dai bresciani per l’Imu, 39 sono stati trattenuti dallo Stato, ma 78 vanno a beneficio del comune: 51,3 della prima tranche, 27 della seconda rata, alzata da 0,76% a 1,76%”.
E’ grazie a tutto questo, dunque, se il Comune ha potuto assestare il bilancio, tra l’altro con una spesa corrente pari a quella che era stata preventivata. “Le cifre concordano tra preventivato e assestamento: non capisco quindi perché il sindaco continua a dire che è impossibile fare il bilancio preventivo per il 2013. Da punto di vista tecnico, non ci sarebbero state difficoltà. Certo, bisognava avere il coraggio di dire che o si tagliano i servizi o si aumentano le tariffe, perché Paroli ha già usufruito di tutto quello che gli era concesso. Né il ragioniere capo avrebbe forse messo di nuovo la firma su 71milioni di alienazioni, né sulla previsione ci cassa, visto che A2A è un’azienda in difficoltà e non si sa quali saranno i dividendi”.
Ma il punto è che se ai cittadini si chiedono tanti sacrifici, è anche giusto dare servizi all’altezza alla città. “La scusa del political correct con cui è stata giustificata la decisione di non fare il bilancio preventivo”, ha continuato il consigliere Alberto Martinuz, “non regge: non abbiamo mai visto il political correct in 5 anni. E’ solo una pezza, se avessero voluto, avremmo dato il nostro contributo”. Secondo il capogruppo Pd in Loggia Emilio Del Bono, la scelta di non fare il bilancio preventivo è segno di debolezza e di un fine mandato segnato dall’implosione politica della maggioranza. “Una maggioranza che non in condizione di costruire un bilancio previsionale, perché ci sarebbe stata una spaccatura. E’ una giunta”, incalza Del Bono, “che non progetta il futuro, perchè non si sente il futuro e  non sa indicare la strada per il domani. Questa debolezza politica si sta manifestando chiaramente in questi giorni, con la Lega che dice di non volere la sede del Comune e lo stadio, e l’Udc contro il parcheggio sotto il castello. Insomma, stanno mettendo i remi in barca. Si tratta di una decisione senza precedenti: un conto è non approvare in tempi di legge bilancio previsionale, un altro  è decidere che non si farà del tutto”. Senza bilancio di previsione, il rischio è che Brescia resti ingessata anche per sei mesi. Tra elezioni, eventuale ballottaggio, insediamento, e tempi richiesti per redigere il bilancio (50 giorni), la futura giunta arriverebbe ad un’approvazione a luglio. “E’ un gesto di irresponsabilità verso la città, che congela l’azione di governo”.
Tornando, invece, sul bilancio 2012, Del Bono fa notare una strana coincidenza. “Sarà anche un po’ strano, ma i maggiori benefici che Brescia ha ottenuto dal governo coincidono con la fine del governo Berlusconi e con la fine della presenza di Paroli a Roma. E’ originale, ma denota che la presenza di un sindaco-parlamentare non c’entra nulla con il bene di una città”. La realtà dei fatti, secondo il Pd, è che la giunta Paroli lascia Brescia con più tasse e senza opere. “Anche il piano di recupero della Mandolossa, tanto enfatizzato”, ha aggiunto Luigi Gaffurini, “in realtà non è sostenibile, visto che a bilancio non c’è un euro”. “Siamo in una condizione in cui c’è stata forte tassazione”, ha concluso Del Bono, “per cui deve corrispondere un alto tasso di responsabilità degli amministratori. Sono state aumentate le tasse ma non è stata razionalizzata la spesa. E poi si deve risolvere il problema delle alineazioni.  Servono scelte coraggiose: noi avanzeremo le nostre proposte  in campagna elettorale”.

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