Caccia in deroga, “dietrofront di Formigoni”

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(red.) “Formigoni ha fatto un passo indietro sulla caccia in deroga. Adesso tocca a Zaia e Stival”. Andrea Zanoni, Eurodeputato Idv, accoglie positivamente la decisione del presidente della Lombardia di chiedere al consiglio regionale di abrogare le leggi sulla caccia in deroga e sui richiami vivi. “Come si dice, meglio tardi che mai. Mi auguro che Zaia segua l’esempio dell’ex alleato politico per evitare che sul Veneto piovano le sanzioni comunitarie”.
“E’ evidente che Formigoni ha preso paura, e dopo la lettera di messa in mora inviata dalla Commissione europea all’Italia il 24 novembre, ha deciso di chiedere l’annullamento di una normativa illegittima e palesemente contraria alla legislazione comunitaria”, ha detto Zanoni. “Vediamo se anche Zaia e il suo compagno Stival avranno il coraggio di ammettere l’errore e di rimangiarsi una normativa approvata solo per fare felice la lobby dei cacciatori e mettersi in tasca qualche pacchetto di voti”.
“Si perché mentre Tar del Veneto e Consiglio di Stato cambiano idea sulla caccia in deroga da un giorno all’altro“, ha continuato l’eurodeputato, “la commissione europea ha le idee chiarissime: l’Italia deve adeguarsi alle sentenze della Corte di Giustizia sul rispetto della Direttiva Uccelli altrimenti scattano le sanzioni”.
In seguito alle interrogazioni presentate da Zanoni sulla caccia in deroga in Veneto e Lombardia, la commissione europea ha fatto sapere di aver inviato due lettere di costituzione di messa in mora all’Italia per la caccia in deroga e per chiederle di “conformarsi alle tre sentenze della Corte di Giustizia Ue relative ad una serie di inadempienze nel fornire un’adeguata protezione agli uccelli selvatici.
“Insomma l’Ue ha le idee chiare”, ha concluso Zanoni. “Adesso Zaia e Stival hanno tempo fino al 24 dicembre, la vigilia di Natale, per adeguarsi alle sentenze della Corte di Giustizia Ue, poi sotto l’albero di Natale troveranno le sanzioni previste da regolamento nella seconda sentenza di condanna ormai alle porte. Zaia e Stival facciano come Formigoni, oppure tengano pronto il portafogli, perché arrivate le sanzioni farò tutto il possibile affinché la Corte dei Conti faccia pagare a loro il conto e non ai cittadini veneti”.

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