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Peli (Pd): “Dimissioni di Sala, Molgora sia coerente”

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(red.) Una “lettera aperta “ al presidente della Provincia di Brescia Daniele Molgora. A firmarla è il capogruppo Pd in Broletto Diego Peli, a seguito delle dimissioni dell’assessore alla Caccia Alessandro Sala.
“Con il suo gesto motivato”, scrive Peli, “rinunciare al doppio incarico è una risposta corretta alle tante sollecitazioni ricevute. Un gesto che conferma il suo stile e fa accrescere la mia stima.  Un esempio questo che dovrebbe essere seguito, visto che altri si trovano nella stessa situazione”.
“Oggi”, prosegue il testo del capogruppo democratico, “la nostra istituzione provinciale è composta, oltre che da lei, da 36 consiglieri e 12 assessori. Il futuro organismo sarà composto da 14 consiglieri e 4 assessori. Io lo ritengo un assurdo”, afferma Peli, “è la distruzione dell’istituzione e mi domando: “cosa pensavano quei parlamentari bresciani quando l’hanno votato?”. “Fra due anni e mezzo”, continua l’esponente del Pd, “il nuovo Consiglio avrà una struttura ridotta e gli assessori passeranno dagli attuali 12 a 4. Visto che Lei è fra chi ha votato tale legge le chiedo che sia coerente”.
Rivolgendosi a Molgora come “esperto nei tagli di bilancio e orgoglioso del suo pareggio”, merito che Peli riconosce al numero uno in Broletto, l’appello rivolto dal capogruppo del partito d’opposizione è che vengano risparmiati “soldi anche per l’indennità per la struttura e l’apparato”. “Sarebbe un gesto di attenzione”, prosegue la nota di Peli, “per diminuire quel enorme debito (504 milioni di euro) che la coalizione Pdl-Lega Nord ha accumulato”.
“A meno che anche lei (così si legge)”, continua Peli, “voglia applicare il manuale Cencelli (in parte già messo in pratica) dove a dimissioni di un assessore di una corrente questo lo si debba sostituire con uno della stessa corrente. Lo ha già fatto per la delega ai Lavori Pubblici, pescando tra i non eletti pur di accontentare la corrente”.
“Noi”, conclude il capogruppo dei democratici in Broletto, “non abbiamo nulla  contro le persone nominate o da nominare, ma contestiamo il principio e il metodo. Se non sarà così sono tentato di pensare che Lei stia utilizzando un metodo ben collaudato dai democristiani (metodo Cencelli), anche se la D.C., posso garantire, lo applicava meglio”.

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