Comitato Difesa Ambinete, no alla discarica

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(red.) Di seguito il comunicato stampa del Comitato Difesa Salute e Ambiente di Brescia per dire No al nuovo progetto di discarica Castella.

“Come l’Hydra il mostro mitologico dalle molte teste che tagliandole risorgevano, la società Castella Srl si ripresenta con un nuovo progetto di discarica con cui vuole riprende l’iter della Valutazione d’Impatto Ambientale (V.I.A. 72-BS dd 9.12.2016 – Prov. Bs). Ma di fronte a questo ennesimo progetto che riteniamo infestante, di discarica con annesso impianto di Biogas, adiacente alla città ed alla zona del parco delle Cave la nostra associazione non può che dirsi ancora una volta determinatamente contraria”.

Per farlo non abbiamo più bisogno delle nostre parole, ma ci bastano ed avanzano quelle scritte nero su bianco, nel parere negativo del precedente progetto, da parte del direttore DEL DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE MEDICO dell’ASL (ora ATS) Dr. Fabrizio Speziano e Dott.sa Lucia Leonardi in data 23.9.2015: (…): “Al contrario rappresenta una criticità che, per la diffusione che la caratterizza, bisogna dell’assunzione di provvedimenti e di scelte di programmazione territoriale che concorrano alla riduzione degli impatti ambientali aventi ricadute immediate sulla salute umana. L’impatto complessivo determinato dalle attività in essere impone di evitare effetti negativi aggiuntivi sulla salute della popolazione residente. I dati di morbilità per malattie respiratorie non tumorali, non consentono un ulteriore aggravio dell’inquinamento ambientale, che deriverebbe dall’aggiunta di un ulteriore impianto a quelli esistenti, con un peggioramento dell’impatto cumulativo e pregiudizio sulla salute“.

Tale dichiarazioni non lasciano spazio a nessuna altra possibilità di impianto o attività impattante in questa zona, e dovrebbero obbligare gli enti che devono autorizzare il nuovo progetto (Provincia e Regione) a negare per INCOMPATIBILITÀ AMBIENTALE la richiesta ancor prima di valutarla”.

Rilanciamo la nostra proposta di valutare in ogni autorizzazione l’impatto cumulativo d’ambiente, che in questa città e provincia è assolutamente acclarato. Pertanto l’indice di pressione dovrà essere correlato al rischio sanitario, dove tale rischio dovrà essere considerato vincolante su ogni altra considerazione”.

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