Cgil, seminario su “Eco-innovazione” per uscire dalla crisi

(red.) Martedì 24 settembre 2013, nella sala della Biblioteca del dipartimento di Economia di via san Faustino a Brescia, giornata seminariale e di confronto su «Eco-innovazione, transizione economica, lavoro buono e dignitoso».
L’iniziativa è promossa dalla Camera del Lavoro di Brescia e dal dipartimento di Economia dell’Università degli Studi di Brescia.  Articolato in due parti alle 9,30 – dopo l’introduzione di Oriella Savoldi (Camera del Lavoro) – ci saranno le comunicazioni di Roberto Morabito (Enea), Luigi Scarola (Nomisma), Elsa Bontempi (Università di Ingegneria). A presiedere la prima parte della mattinata sarà Carmine Trecroci (Dipartimento di Economia, Università di Brescia).
Alle 11 la tavola rotonda a cui parteciperanno il vicepresidente AIB Fabio Astori, il presidente di Apindustria Maurizio Casasco, gli assessori Federico Manzoni (Comune) e Giorgio Bontempi (Provincia), i segretari Fiom e Filt Cgil Francesco Bertoli e Giuseppe Leone. Le conclusioni saranno affidate a Damiano Galletti, segretario della Camera del Lavoro di Brescia.  «Eco-innovazione, transizione economica e creazione di lavoro buono e dignitoso», afferma Oriella Savoldi della segreteria della Camera del Lavoro, «sono una occasione obbligata per riscattarci dalla recessione, impedendo la perdita di insediamenti produttivi, il dilagare della disoccupazione di massa e l’impoverimento. La giornata di martedì sarà un’occasione di confronto a partire da alcune nostre riflessioni in materia che sono già state al centro dello sciopero del 18 aprile scorso e che stanno orientando la nostra iniziativa. Ragioni traducibili, molto sinteticamente, nella necessità di impedire perdita occupazionale e ridimensionamento produttivo, ed insieme, di rivendicare politiche e interventi necessari per affrontare nodi territoriali e ambientali, creando nuove attività e nuovo lavoro».
Per dare modo all’economia di rimettere in moto il processo di sviluppo, di produrre reddito e occupazione, in Italia, in Lombardia e a Brescia sono disponibili gli ingredienti essenziali: saperi, vocazione ad intraprendere, a fare impresa, intelligenza e abilità nel lavoro. Un patrimonio, quest’ultimo, che scelte supine alla crisi rischiano di  mortificare e disperdere.  Invece, quello che da anni manca è una politica pubblica pro-attiva,  a sostegno dell’economia reale, nella sua versione ecologica e tecnologica; una politica pubblica che, in sintonia con i vincoli internazionali ed europei in materia di riduzione delle emissioni (Protocollo di Kyoto, Strategia 20-20-20, Roadmap 2050,Libro bianco Ue per i trasporti e la mobilità sostenibile), possa assumere la prospettiva dello sviluppo sostenibile, con provvedimenti capaci di anticipare la domanda di prodotti e servizi verdi, favorendo la transizione e sostenendo il lavoro.

 

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