Castelli Calepio, Confesercenti: «Bene sentenza Consiglio di Stato»

(red.) «Apprendiamo con soddisfazione l’esito della sentenza del Consiglio di Stato che ha di fatto annullato l’autorizzazione commerciale per la realizzazione di una nuova grande struttura di Vendita rilasciata dal Comune di Castelli Calepio».
Con queste parole il Presidente della Confesercenti della Lombardia Orientale, iPier Giorgio Piccioli, ha commentato il risultato del ricorso presentato dal Comune di Palazzolo sull’Oglio (Brsecia) nei confronti del vicino Comune bergamasco.
«Confesercenti- continua Piccioli – è da sempre contraria allo sviluppo selvaggio della Grande Distribuzione, a maggior ragione nel momento in cui l’impatto sovraterritoriale di nuovi insediamenti è ritenuto negativo da parte degli enti preposti a governare lo sviluppo urbanistico e commerciale di un ampio territorio».
E’ stato questo il caso del ricorso contro il Centro commerciale di Castelli Calepio, che ha visto più soggetti istituzionali affiancati al Comune di Palazzolo sull’Oglio in una vera e propria battaglia di civiltà a favore della salvaguardia del territorio e delle PMI.
«Ci auguriamo –  aggiunge il Direttore di Confesercenti della Lombardia Orientale, Alessio Merigo -, che in futuro si consolidi, da parte di comuni e province e Regione Lombardia, la consapevolezza che la nostra regione, e la provincia di Brescia in particolare, hanno ormai raggiunto livelli di saturazione dell’offerta commerciale, e non sono più necessari nuovi insediamenti di grande dimensioni».
Anche alla luce dei recenti provvedimenti che hanno dato il via alla realizzazione di nuovi “mostri commerciali”, Confesercenti richiama gli Amministratori pubblici ad avere una maggiore sensibilità verso i problemi del commercio, prendendo esempio dal Comune di Palazzolo sull’Oglio e ponendo un freno al proliferare della grande distribuzione.
L’auspicio è dunque che, prendendo spunto dalla sentenza di Castelli Calepio, l’attuale periodo di moratoria alle nuove grandi strutture di vendita adottato da Regione Lombardia si concluda con uno stop definitivo a nuovi insediamenti.

 

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