Volontariato giovane, un convegno alla Cattolica di Brescia

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(red.) Cosa ne pensano i giovani del volontariato? Qual è il loro rapporto con gli adulti? Un’indagine nazionale, realizzata dall’Osservatorio sul volontariato  della Cattolica,  ha fotografato  la situazione italiana partendo dal punto di vista dei giovani. I risultati verranno presentati durante il convegno che si svolgerà giovedì 11 ottobre, a partire dalle ore 9,30, aula Magna di via Trieste 17 a Brescia.
Per studiare le relazioni tra le diverse generazioni presenti nelle associazioni di volontariato è stato ideato un questionario quali-quantitativo che ha indagato le seguenti aree: dati socio-anagrafici, rappresentazioni del volontariato e delle associazioni, motivazioni al volontariato, dati sull’associazione, ruolo svolto e soddisfazione rispetto a diverse dimensioni. Sono stati distribuiti 900 questionari e ne sono tornati 763 compilati. Dopo un testing, i questionari sono stati somministrati presso le facoltà di Scienze della Formazione, Scienze della Formazione primaria, Laurea magistrale, Psicologia delle seguenti sedi accademiche: Brescia, Milano, Siena, Perugia, Macerata, Cassino, Palermo, Bari.
Il focus del questionario ha voluto rilevare le maggiori (e minori) aree di soddisfazione dell’esperienza di volontariato per come esse sono percepite dai giovani.
Le aree della soddisfazione considerate dal questionario sono risultate: l’attività in sé, le relazioni con gli altri volontari, la formazione formale e informale, l’organizzazione e il contributo dell’esperienza all’identità personale del soggetto, ciascuna con alcuni items. Per classificare le diverse generazioni sono state utilizzate 3 classi: giovani 18-29 anni, adulti 30-64; senior: ultra65enni.
Sono state raccolte alcune informazioni di base da tutti gli intervistati e, poi, di prefigurare 3 percorsi che potessero rispondere alle esperienze diversificate dei giovani.
I primi risultati dicono che c’è una parcellizzazione delle organizzazioni di volontariato (sempre più piccole e con minore efficienza/efficacia operativa); che i volontari sono prevalentemente adulti (46-65 anni, per il 38,4% delle unità); i giovani (al di sotto dei 30 anni) risultano prevalenti solo nell’8,3% delle unità, segnalando un problema di ricambio, ma anche di convivenza intergenerazionale interna; difficoltà delle organizzazioni di promuovere la partecipazione giovanile.

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