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A Edolo l’asta della razza bovina bruna

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(red.) E’ una tradizione ormai profondamente consolidata nel mondo zootecnico della Valle Camonica e della montagna bresciana: un appuntamento dedicato alla razza regina delle stalle dell’arco alpino che trova le sue radici nei primi anni ’50 del secolo scorso, e che da allora si rinnova puntualmente all’inizio di ogni autunno. Ed anche quest’anno l’asta dei bovini di razza bruna di Edolo torna puntualmente in scena nelle giornate di lunedì 3 e martedì 4 ottobre: l’organizzazione è curata dall’Associazione Provinciale Allevatori di Brescia in collaborazione con Co.Bre.Ca., cooperativa che da anni offre agli allevatori servizi di commercializzazione di bestiame sia da riproduzione sia da macello, e con il sostegno della Comunità Montana di ValleCamonica, del comune di Edolo, dell’amministrazione provinciale.
“Questa manifestazione è dedicata a tutti quegli allevatori che hanno scelto di resistere e di continuare ad esercitare questa professione nelle aree montane”, ha spiegato il presidente dell’Apa di Brescia Germano Pè. “La loro azione di presidio è fondamentale per salvaguardare un patrimonio ambientale di inestimabile valore dalle inevitabili conseguenze negative che potrebbero venire innestate dallo spopolamento, come ad esempio i fenomeni di erosione e di dissesto geologico. Ma è importante sottolineare anche i progressi che la zootecnia di montagna ha concretizzato nella genetica e nella valorizzazione del latte: i formaggi certificati dal consorzio Disolabruna, tra cui anche alcuni prodotti delle montagne bresciane, sono un nuovo importante traguardo in questo senso”. L’asta di Edolo rappresenta quindi un significativo momento per la valorizzazione di un settore, che grazie a questa vetrina, ha la possibilità di mettersi in mostra con le sue caratteristiche ed i suoi primati.
In totale sono 97 capi di razza bruna iscritti al libro genealogico che verranno battuti in asta al centro zootecnico di Edolo a partire dalle 9 di martedì 4: nella lista 1 toro da riproduzione, 36 fra vitelle e manzette, 46 manze gravide e 14 vacche. 23 sono i soggetti di alto valore genetico con  indice Ite (Indice Totale Economico)  che li pone nel miglior 10% della popolazione nazionale di bovini di razza Bruna. Tutti i capi sono sieronegativi all’Ibr e provengono da allevamenti ufficialmente indenni da tubercolosi, brucellosi e leucosi. Nella giornata precedente l’asta, lunedì 3, tutti i soggetti a catalogo verranno valutati a partire dalle 14.30 da esperti che attribuiranno a ciascun capo una qualifica che, con altre informazioni come i dati genealogici e la valutazione genetica, saranno a disposizione di tutti gli eventuali acquirenti. Fra le migliori giovenche preseti verrà proclamata la “Reginetta dell’Asta”, che nel rispetto della tradizione diventerà il capo in assoluto più conteso il giorno successivo.

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