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Brescia Noir, prima ti investo e poi ti finisco a coltellate

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di Diego Serino
Una storia assurda di quelle che lasciano a bocca aperta per la stupidità e la violenza che, a volte, l’essere umano racchiude in sé. E’ la sera di giovedì 6 novembre a Pisogne, l’anno è il 1992. Edoardo Massoletti, 26 anni, padre di due figli ma già noto alle forze dell’ordine per utilizzo di stupefacenti, ha alzato un po’ troppo il gomito. E’ in mezzo alla piazza che barcolla e straparla ma non fa del male a nessuno. Sta cercando di tornare a casa dopo che al bar Italia non gli hanno più dato da bere. Gli hanno consigliato di andare dai suoi figli, di mettere la testa a posto.

Edoardo barcollante si accinge a tornare a casa, ondeggiando per piazza San Marco, è mezzo fatto ma sceglie una strada pedonale. Almeno non rischio di essere investito, deve avere pensato. Purtroppo non è così. Proprio in quel momento passa un altro ragazzo, William Gheza, operaio 19enne, anche lui già noto alle forze dell’ordine come un bulletto con la passione dei coltelli che è già stato condannato per reati comuni. E’ a bordo della sua Renault 19 William, ha imboccato la strada pedonale nonostante il divieto. Il suo destino si incrocia con quello di Edoardo.
William rallenta. Invita Edoardo a spostarsi. Quest’ultimo lo guarda e farfugliando gli dice che non può passare di lì con l’auto. “Se non ti levi ti investo” minaccia Gheza. Detto fatto. L’automobile avanza una decina di metri con Edoardo sul cofano. L’uomo cade. Gheza procede qualche metro poi ci ripensa. Fa la retromarcia. Scende dall’auto. Raggiunge Edoardo che intanto si è rialzato e gli rifila tre coltellate. Poi risale in macchina e cerca di fuggire verso la Valcamonica. Una tragedia della follia.

 

I passanti cercano di soccorrere il ragazzo a terra. Arriva un’ambulanza ma per Edoardo non c’è più niente da fare. Morirà in ospedale. William lo fermano a Gratacasolo i carabinieri. “Spero di non averlo ammazzato”, sussurra a bassa voce. Ammette tutto, comunque. Anche dove è stata gettata l’arma: nel lago, dove verrà recuperata il giorno successivo da un sommozzatore. Wiliam si giustifica dicendo che ha perso la testa. Il pm chiederà 23 anni. Lo condanneranno a 14 anni e due mesi di reclusione. Gli vengono riconosciute le attenuanti generiche. Il giovane verrà condannato anche a risarcire i danni ai familiari di Edoardo. Circa 600 milioni delle vecchie lire.

 

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