La Lombardia scommette sul distretto manifatturiero unico del Nord
Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto fanno squadra sull'economia. L'obiettivo è creare un Distretto unico della manifattura e pesare di più a Roma e Bruxelles.
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Torino. Non più soltanto un confronto tra territori, ma una strategia comune per rafforzare il peso economico e industriale del Nord. È questo il senso della nuova Cabina di Regia delle Regioni del Nord, costituita da Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto con l’obiettivo di coordinare le rispettive politiche economiche e industriali e presentarsi con una voce più forte davanti al Governo italiano e alla Commissione europea.
Il progetto prende forma dopo l’incontro del 30 giugno a Milano tra gli assessori allo Sviluppo economico delle cinque Regioni: Vincenzo Colla per l’Emilia-Romagna, Alessio Piana per la Liguria, Guido Guidesi per la Lombardia, Andrea Tronzano per il Piemonte e Massimo Bitonci per il Veneto.
Il percorso è entrato in una fase operativa il 3 settembre a Torino, dove, nel Palazzo della Regione Piemonte, la Cabina di regia ha individuato uno dei primi grandi obiettivi: costruire un Distretto unico della manifattura del Nord, capace di dialogare direttamente con le istituzioni nazionali ed europee.
Un sistema che vale oltre metà del Pil italiano
La dimensione dell’operazione è rilevante. Nel loro insieme, le cinque Regioni rappresentano infatti una parte del sistema produttivo italiano che genera più della metà del Pil nazionale.
L’ambizione è trasformare questo peso economico in una maggiore capacità di incidere sulle scelte in materia di politica industriale, economia ed energia, portando a Roma e a Bruxelles proposte condivise e coordinate.
L’obiettivo non è quindi soltanto sommare le singole iniziative regionali, ma costruire una massa critica in grado di competere con i principali ecosistemi industriali europei.
Dalle aree industriali al credito
L’agenda della Cabina di regia comprende diversi dei dossier che incidono sulla competitività delle imprese. Tra questi ci sono le aree di accelerazione industriale, le Zone di Innovazione e Sviluppo, le Zone Logistiche Semplificate e le Reti Innovative Regionali.
Le cinque Regioni intendono inoltre lavorare sul rafforzamento delle filiere, sul sostegno agli investimenti e sulle condizioni necessarie per favorire nuovi insediamenti produttivi e consolidare quelli già presenti.
Un capitolo importante riguarda poi l’accesso al credito, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese. Sul tavolo figurano la moratoria dei mutui, il Fondo Centrale di Garanzia per le Pmi e gli strumenti per assicurare condizioni di finanziamento adeguate alle aziende impegnate nei processi di trasformazione industriale.
Innovazione e talenti
La strategia comune guarda anche alla ricerca e all’innovazione. Il Nord concentra grandi gruppi industriali, Pmi, università e centri di ricerca, ma la sfida è riuscire a trasferire più rapidamente le nuove tecnologie nei processi produttivi.
In questo quadro, il coordinamento tra le Regioni punta anche ad aumentare la capacità del territorio di attrarre e trattenere talenti, evitando la frammentazione degli interventi e creando un sistema più competitivo sul piano internazionale.
La partita delle regole europee
Un altro fronte riguarda il quadro normativo europeo. Tra i temi affrontati c’è la revisione delle regole sugli aiuti di Stato, compreso il regime del de minimis, oltre alla questione del dimensionamento delle imprese.
Al centro del confronto ci sono anche gli IPCEI, gli Importanti Progetti di Comune Interesse Europeo, considerati strumenti strategici per sostenere iniziative tecnologicamente avanzate e di interesse nazionale.
Il dialogo con Bruxelles diventa quindi una componente fondamentale della strategia: l’obiettivo è arrivare al confronto europeo con proposte condivise dalle cinque Regioni.
Anche Confindustria al tavolo
Il progetto non coinvolge soltanto le istituzioni. Al successivo confronto hanno partecipato anche i direttori e i presidenti delle Confindustrie regionali, segnando l’ingresso della rappresentanza industriale nel percorso.
La volontà è quindi costruire un’agenda nella quale istituzioni e sistema produttivo possano presentarsi con priorità comuni.
Il prossimo appuntamento è fissato per il 23 ottobre a Milano, in occasione del World Manufacturing Forum. Successivamente le cinque Regioni intendono chiedere incontri congiunti con il Governo e con la Commissione europea.
Un primo banco di prova potrebbe essere rappresentato dal Decreto Imprese atteso per ottobre, al quale la Cabina di regia punta a portare le proposte maturate attraverso il nuovo coordinamento.








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