Caro energia, per le aziende di Brescia bollette più salate anche del 50%

Confesercenti Lombardia Orientale: turismo, ristorazione e commercio sotto pressione. A rischio margini, prezzi e competitività proprio nei mesi decisivi della stagione

Brescia. Il caro energia torna a pesare sulle imprese bresciane e lo fa nel momento più delicato per molte attività legate al turismo.
Alberghi, ristoranti, bar, stabilimenti e negozi hanno dovuto fare i conti, nei mesi estivi, con aumenti delle bollette elettriche superiori al 40%, arrivando in alcuni casi a sfiorare il 50%.
Un aggravio particolarmente significativo per le attività del Garda e del Sebino, ma anche per quelle della città e delle località montane, che concentrano proprio in estate una parte consistente del proprio fatturato annuale.
A rendere ancora più preoccupante il quadro è l’andamento dell’inflazione. Secondo la stima preliminare dell’Istat, ad agosto l’indice nazionale dei prezzi al consumo è aumentato dello 0,5% rispetto a luglio e del 3,3% su base annua, in accelerazione rispetto al +2,9% di luglio e ai livelli più elevati dall’inizio del 2026. A spingere verso l’alto i prezzi sono soprattutto i prodotti energetici: già a luglio quelli regolamentati avevano registrato un incremento del 14,8% su base annua, dopo il +9,2% di giugno.
Secondo le stime di Confesercenti nazionale, gli attuali livelli dei prezzi internazionali dell’energia potrebbero tradursi in mezzo punto percentuale di inflazione aggiuntiva tra il 2026 e il 2027, rendendo concreto il rischio di avvicinarsi al 4% già nell’ultimo trimestre dell’anno.
Nel frattempo, tra giugno e agosto, i rincari energetici avrebbero prodotto un costo complessivo di circa 870 milioni di euro per le imprese italiane del commercio, della somministrazione e dell’ospitalità, secondo una stima di Confesercenti nazionale elaborata insieme al Gruppo Innova.
Nel Bresciano l’impatto risulta particolarmente pesante, anche perché numerose attività concentrano nei tre mesi estivi una quota rilevante del fatturato dell’intero anno.
Per un albergo medio da 45 camere, la spesa elettrica dell’estate è aumentata di circa 4mila euro, con un incremento del 48,5%. Per un ristorante l’aggravio stimato è di circa mille euro, pari al 47,6% in più, mentre per un bar si aggira sui 550 euro, con un aumento del 44%.
Costi che, soprattutto lungo la sponda bresciana del Garda e sulle rive del Sebino, rischiano di erodere in poche settimane una parte dei margini costruiti durante l’intera stagione.

ristorante

«A pesare non è stato soltanto il caldo eccezionale, con il maggiore ricorso a climatizzatori e impianti di refrigerazione. Il prezzo dell’energia elettrica all’ingrosso è cresciuto di oltre il 30% rispetto all’estate 2025, con picchi serali particolarmente onerosi proprio nelle fasce in cui alberghi, ristoranti e locali dei lungolaghi concentrano buona parte della loro attività», spiega Barbara Quaresmini, presidente di Confesercenti Lombardia Orientale.
A fronte dell’aumento dei costi, molte attività hanno inoltre dovuto fare i conti con una riduzione dei corrispettivi. Le ondate di calore hanno infatti modificato le abitudini dei clienti, riducendo la presenza nelle ore centrali della giornata e spostando una parte degli afflussi verso la sera. Un fenomeno che ha penalizzato soprattutto negozi e pubblici esercizi.
«Le imprese si trovano strette tra costi fissi in forte crescita e ricavi in calo. Il Garda e il Lago d’Iseo vivono di turismo ed è proprio in questi ultimi mesi che le attività generano gran parte del fatturato annuo. Ricevere bollette sensibilmente aumentate nel pieno della stagione significa vedere assottigliarsi il margine costruito con un anno di lavoro», sottolinea Andrea Maggioni, vicepresidente vicario di Confesercenti Lombardia Orientale.
Per le attività turistiche, del resto, i consumi energetici sono difficilmente comprimibili. Il funzionamento degli impianti di climatizzazione, la refrigerazione e conservazione degli alimenti, le cucine e i servizi destinati agli ospiti rappresentano componenti essenziali per garantire gli standard di accoglienza.

turismo Brescia collage

A preoccupare è anche la situazione commerciale dei centri turistici.
«A complicare il quadro è anche la progressiva rarefazione commerciale che interessa vie e lungolaghi delle principali località turistiche bresciane. La diminuzione del numero di esercizi attivi indebolisce l’indotto e riduce l’attrattività complessiva dei centri», aggiunge Maggioni.
Lo sguardo è già rivolto ai prossimi mesi. Dopo l’estate, infatti, cresce la preoccupazione per autunno e inverno, anche alla luce dell’aumento superiore al 30% registrato dal prezzo del gas. A questo si aggiunge l’accelerazione dell’inflazione nazionale, arrivata al 3,3%, che rischia di comprimere ulteriormente il potere d’acquisto delle famiglie e la capacità di spesa, in un contesto già caratterizzato da consumi deboli.
Confesercenti Lombardia Orientale si unisce quindi alla richiesta avanzata dall’associazione nazionale al Governo per un intervento strutturale sulle componenti ASOS della bolletta e per una revisione complessiva della fiscalità energetica. L’obiettivo è contenere l’impatto dei rincari ed evitare che i maggiori costi vengano trasferiti sui prezzi finali, alimentando ulteriormente l’inflazione e colpendo allo stesso tempo imprese e famiglie.
«Il rischio concreto è che il caro energia determini un aumento dei prezzi per i turisti, indebolendo l’attrattività e la competitività delle destinazioni bresciane proprio mentre Garda e Iseo stanno consolidando la loro capacità di richiamare flussi internazionali. Continueremo a monitorare la situazione insieme alle imprese associate e a portare la voce del territorio ai tavoli nazionali», conclude Quaresmini.

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