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Sviluppo sostenibile è possibile nel settore industriale?

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    (red.) Lo sviluppo sostenibile a livello industriale non è solo possibile, ma è decisamente auspicabile, anche perché, dati alla mano, è un fattore positivo anche dal punto di vista del fatturato.
    Non sono poche le ricerche che hanno infatti dimostrato come le industrie orientate verso un’economia più green, abbiano registrato ricavi superiori rispetto a quelle che non si interessano della questione.

     

    Lo sviluppo sostenibile dell’industria chimica
    Dunque possiamo affermare che investire in progetti di eco-sostenibilità, premi le industrie coinvolte: prendiamo l’esempio del settore chimico.
    Ebbene, analizzando i dati emersi dal Rapporto annuale Responsible Care, il programma volontario mondiale impegnato sul fronte della promozione della sostenibilità nell’industria chimica, si nota come le imprese aderenti abbiano visto una crescita del loro fatturato.
    Non solo: seguendo le indicazioni fornite dal rapporto, l’industria chimica risulta già allineata con gli obiettivi fissati dall’Unione Europea riguardo ai cambiamenti climatici previsti da qui al 2030.
    I dati sono particolarmente confortanti, anche in ambito italiano, dove il progetto è coordinato da Federchimica: infatti, risulta che, rispetto al 1990, il settore dell’industria chimica abbia ridotto l’emissione di gas serra del 54%, mentre l’efficienza energetica, rispetto al 2000, è migliorata del 49%; inoltre le emissioni in atmosfera si sono ridotte addirittura del 97% e gli scarichi idrici del 77%.
    L’intero comparto dell’industria chimica è impegnato in un discorso legato alla circolarità dell’economia, cosa che si traduce nel ricorso sempre più frequente al riciclo dei rifiuti prodotti.
    Anche le risorse idriche vengono gestite in maniera più oculata e consapevole: infatti, l’acqua di mari e fiumi utilizzata (specie per un discorso legato al raffreddamento degli impianti), viene re-immessa all’interno delle industrie stesse, salvo poi essere restituita alla sua fonte originaria, con un impatto ambientale notevolmente inferiore rispetto al passato.

     

    Lo smaltimento della plastica
    Il riciclo e lo smaltimento della plastica rappresentano una vera e propria sfida per arrivare ad una completa ottimizzazione delle risorse: si tratta infatti di un rifiuto solido non biodegradabile e che in alcuni casi, se bruciato, può essere tossico.
    Ecco perché è fondamentale smaltire la plastica e riciclarla il più possibile, allungandone il ciclo vitale.
    Tutto questo è ben visibile tramite l’esempio virtuoso di un’azienda come Procter&Gamble: la multinazionale americana infatti, come leggiamo in questa pagina, si impegna dal 2010 sia per quanto riguarda la gestione delle risorse idriche sia per l’attenzione al discorso energetico, ma è soprattutto interessata alla questione dei rifiuti legati alla produzione.
    Ciò fa sì che da un lato, l’azienda tenda a prediligere un packaging quanto più sostenibile possibile, mentre dall’altro, si impegni per riciclare la quasi totalità dei propri rifiuti.
    Anche perché è un dato di fatto che la plastica risulti essere uno dei maggiori inquinanti, quindi una gestione oculata cerca di allungare il ciclo di vita dei prodotti che la contengono, oltre a riciclarla il più possibile.
    Mentalità che però andrebbe condivisa anche con la popolazione: non tutti infatti, sono sensibili al problema e non svolgono la raccolta differenziata nella maniera corretta, sottovalutando il fatto che chiunque possa fare la differenza, anche a livello ambientale, con il suo comportamento.
    Quindi è un bene che le industrie diano, per così dire, il buon esempio, perché possono indubbiamente intervenire sulla consapevolezza dei consumatori.
    E non dimentichiamo di dire che per le industrie, avere una propensione verso la green economy risulti un ottimo fattore di popolarità verso una fetta sempre crescente di pubblico: fortunatamente sono sempre di più i consumatori attenti alla questione ecologica e la reputazione di determinate aziende è per loro un metro di giudizio fondamentale.
    Vediamo dunque come l’intera questione della sostenibilità industriale si racchiuda in un circolo virtuoso capace di autoalimentarsi, donando frutti particolarmente interessanti sia alle stesse aziende coinvolte sia al consumatore, ma anche all’ambiente.

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