Artigianato, Brescia sopra la media nazionale ma perde peso: in 10 anni -4,5 punti percentuali

Secondo il presidente di Cna Brescia Giorndano Apostoli, è necessario riavvicinare scuola e impresa per accompagnare il passaggio generazionale del settore.

Brescia. A Brescia un’impresa su quattro è artigiana. Una presenza che continua a caratterizzare profondamente il sistema produttivo provinciale, ma che nell’ultimo decennio ha perso terreno. È quanto emerge dall’analisi dell’Area Studi e Ricerche della Cna su dati Istat sulla dimensione artigiana delle province italiane, che fotografa un Paese estremamente diversificato e richiama l’attenzione sul progressivo ridimensionamento di una componente fondamentale del Made in Italy.
Nel Bresciano le imprese artigiane rappresentano il 25,2% del totale, quasi quattro punti sopra la media italiana del 21,5%. Ancora più significativo è il dato relativo all’occupazione: il 16,8% degli addetti delle imprese bresciane lavora in realtà artigiane, contro una media nazionale del 13,4%.
Numeri che restituiscono il peso dell’artigianato in una provincia fortemente manifatturiera e caratterizzata da una diffusa presenza di micro e piccole imprese. La lettura dell’ultimo decennio evidenzia però un segnale da non sottovalutare: tra il 2014 e il 2023 l’incidenza delle imprese artigiane sul totale provinciale è diminuita di 4,5 punti percentuali, più dei 3,9 punti persi mediamente in Italia. Sul fronte dell’occupazione la contrazione è ancora maggiore, pari a 4,9 punti, rispetto ai -3,5 punti nazionali.
Anche considerando gli addetti, Brescia mantiene una presenza artigiana superiore alla media italiana: 16,8%, un dato vicino a quello di Mantova (17%) e superiore, tra le altre, a Bergamo (15,2%) e Milano (4,7%).
Le ragioni del ridimensionamento sono diverse. Pesano l’evoluzione dei modelli di consumo e delle forme societarie, la concorrenza globale, i costi e gli adempimenti che gravano soprattutto sulle realtà di minori dimensioni e la necessità di investire nella trasformazione digitale. Uno dei nodi più rilevanti resta però quello del ricambio generazionale, strettamente collegato alla difficoltà delle imprese di reperire personale qualificato. Una questione particolarmente rilevante per Brescia, dove la difficoltà nel reperire competenze tecniche riguarda numerosi mestieri e rischia di tradursi progressivamente nella perdita di professionalità costruite nel corso di decenni.
«In una provincia manifatturiera come Brescia, vedere diminuire il peso dell’artigianato deve interrogarci – sottolinea il presidente di Cna Brescia, Giordano Apostoli –. Il tema oggi è creare le condizioni affinché queste attività abbiano un futuro. Significa avvicinare maggiormente scuola e impresa, restituire valore e attrattività ai mestieri, accompagnare il passaggio generazionale e aiutare chi vuole intraprendere a trasformare una competenza in un progetto imprenditoriale. Allo stesso tempo – conclude Apostoli – dobbiamo considerare che sta cambiando anche il modo di essere artigiani. Il calo delle imprese iscritte all’Albo non racconta da solo tutta l’evoluzione del settore: oggi competenze artigiane e manifatturiere di grande qualità possono svilupparsi anche all’interno di Srl, start-up innovative o imprese di servizi e inserirsi in filiere sempre più complesse. La sfida è quindi duplice: evitare che vadano perduti mestieri e competenze e, allo stesso tempo, riconoscere e accompagnare le nuove forme attraverso cui il saper fare artigiano continua a trasformarsi e a generare valore. Perdere un’impresa senza ricambio significa spesso disperdere un patrimonio professionale che non si ricostruisce semplicemente riaprendo una partita Iva».

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