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Abusi Lautari, cinque gli incontri proibiti

Durante la conferenza stampa di mercoledì in procura gli inquirenti hanno spiegato che Bonomelli e la complice erano intercettati a causa dell'omicidio Stabile.

(red.) Gli inquirenti stavano ascoltando le conversazioni tra Giovanni Bonomelli e Michela Righetti ma per tutt’altro motivo quando si sono imbattuti nell’evidenza di reiterati abusi ai danni di una 16enne ospite della Comunità Lautari, di cui lo stesso Bonomelli è presidente. Inevitabili a quel punto le manette, che sono scattate sia per l’imprenditore 62enne che per la complice 42enne.
Ma in partenza gli inquirenti stavano cercando di fare chiarezza sul giallo di Bedizzole, dove, nel novembre 2013 era stato trovato ucciso a colpi di pistola Tiziano Stabile. La vittima infatti conosceva molto bene sia Bonomelli che la Righetti. Quale fosse la ragione intimadei loro rapporti era materia che i carabinieri del Nucleo investigativo, coordinati dal cap. Pietro D’Imperio, stavano approfondendo quando, al loro capo delle spie piazzate in macchina e in casa del 62enne fondatore della Lautari, è rimbalzata chiara la notizia del menage à trois proibito.
Le conversazioni intercettate hanno però delineato un quadro di abusi evidente. Il gip ha preso atto dei commenti scambiati da Bonomelli, dalla Righetti e dalla sedicenne con problemi di droga affidata alla custodia del primo, e impedito la consumazione di altri probabili incontri a luci rosse. Cinque in tutto gli episodi accertati.
Due consumati a casa di Bonomelli. Tre in albergo: uno a Brescia, l’altro a Roma e l’ultimo, successivo all’ordinanza di custodia cautelare in carcere, a Venezia. In discussione non è la volontà della vittima («Le conversazioni captate- scrive il giudice nellamisura cautelare – disvelano il pieno consenso della ragazza, peraltro di suo già pienamente sessualizzata»), ma la posizione del 62ennepresidente della comunità.
«Bonomelli -ha spiegato il Procuratore Tommaso Buonanno, nel corso della conferenza stampa indetta mercoledì 19 febbraio in Procura – approfittava della posizione che rivestiva per avere rapporti sessuali con la sedicenne ospitata nella sua comunità. Un comportamento disdicevole anche sotto il profilo morale, se si considera, peraltro, che davanti alla volontà della ragazzaditornare in famiglia, gli indagati si sono adoperati per convincere i genitori a lasciarla alla Lautari, con loro». Nel corso della conferenza stampa di mercoledì, alla quale erano presenti anche il Comandante provinciale dell’Arma, Giuseppe Spina, il tenente colonnello Dionisio De Masi e il cap. D’Imperio, si è parlato ovviamente anche della complice di Bonomelli: Michela Righetti. La donna, 42enne, ha precedenti penali per reati legati al traffico di sostanze stupefacenti.
Ora però c’è anche un altro timore, ed è la difesa di Bonomelli a portarlo alla luce: l’avvocato Sandro Mainardi parla di pericolo di linciaggio: « Un linciaggio che rischia, peraltro, di coinvolgere strutture, come in questo caso la Lautari, del tutto estranee alle accuse e da anni riconosciute come centri di eccellenza e qualità».

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