Mercoledì in piazza Paolo VI ‘presidio contro la barbarie in Libia’

Il 15 luglio il parlamento italiano finanzierà nuovi accordi di cooperazione. Ma respingimenti, omissioni di soccorso, stupri, torture e abusi sono all'ordine del giorno in mare e nei campi di detenzione.

(red.) Il 15 luglio il parlamento italiano finanzierà nuovi accordi di cooperazione in Libia. Tutte le principali organizzazioni internazionali continuano a denunciare quanto accade in mare e nei campi di detenzione libici: respingimenti, omissioni di soccorso, stupri, torture e abusi. La cosiddetta guardia costiera libica cattura in mare le persone che fuggono dall’inferno dei campi di detenzione in operazioni violente che mettono ulteriormente in pericolo la loro vita. Lo fa grazie ai finanziamenti che riceve dal governo italiano e con motovedette donate dal nostro Paese. I miliziani libici inseguono, speronano, picchiano e sparano addosso alle persone in pericolo in mare. Gli aerei di monitoraggio civile e le navi umanitarie di ricerca e soccorso continuano a essere testimoni di questi crimini e a documentarli.

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Emergency Brescia con Brescia per Mediterranea organizzano un presidio con l’adesione di Manifesto Costituente Brescia con le associazioni che lo compongono e R/esiste Val Camonica: Mercoledì 14 luglio alle ore 17.00 – in Piazza Paolo VI. In contemporanea con la manifestazione di Roma davanti a Montecitorio, per non chiudere gli occhi di fronte alle barbarie.
Chiediamo a tutti i partecipanti di portare con sé e indossare una benda bianca che alla fine del presidio appenderemo con un nodo (per non dimenticare) dinanzi al alla Prefettura come gesto simbolico.

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Sono oltre 15mila le persone che da gennaio 2021 a oggi sono state intercettate in mare dalla “guardia costiera libica” e riportate in Libia. Un numero più alto che nell’intero 2020. Uomini, donne e bambini catturati e riconsegnati ai loro aguzzini nei centri di detenzione libici, dove il ciclo di violenza, abusi ed estorsione ricomincia, senza che nessuna organizzazione internazionale possa accedere e verificarne le condizioni. Fino a qui l’Italia ha speso 785 milioni di euro per questi accordi che non lasciano intravedere nessun tipo di soluzione politica. È questo che l’Italia finanzia?

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