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100mila bresciani chiamati alle urne il 3 e 4 ottobre

Sono 26 i Comuni (nessuno oltre i 15mila abitanti) chiamati a rinnovare (o confermare) i sindaci. Bienno escluso dalla competizione elettorale.

(red.) Bresciani chiamati alle urne, domenica 3 e lunedì 4 ottobre per rinnovare (o confermare) i sindaci dei propri paesi.
Se in Italia sono chiamati alle urne oltre 12 milioni di cittadini di oltre mille Comuni, tra cui 6 capoluoghi di regione e 14 capoluoghi di provincia, nel bresciano le amministrazioni da rinnovare sono 26, per un totale di poco più di 100mila elettori bresciani.

DOVE SI VOTA NEL BRESCIANO

Nella lista dei Comuni chiamati alle urne ci sono quattro amministrazioni con più di 10mila abitanti,  sei quelli tra i 5mila e i 10mila residenti, 16 quelli con popolazione inferiore ai 5mila abitanti, nessuno oltre i 15mila residenti.
Ventitrè  vanno al voto per la scadenza naturale del mandato, tre invece a elezioni anticipate (Gambara, a seguito del decesso, lo scorso anno, del sindaco Franco Stringhini, e Cazzago San Martino e Rodengo Saiano, commissariati per motivi politici).

HINTERLAND BRESCIANO

Questi i comuni chiamati al voto: Bagnolo Mella, Castelmella, Nave, Flero.

FRANCIACORTA

Si compila la scheda elettorale a Cazzago San Martino e Rodengo Saiano.

BASSA BRESCIANA

Seggi aperti anche ad Azzano Mella, Collebeato, il citato Gambara, Isorella, Poncarale, Pontoglio e Torbole Casaglia.

VALCAMONICA

Esine, Artogne, Bienno, Incudine, Losine, Ono San Pietro, Ossimo e Pian Camuno.

VALTROMPIA

Alle urne i cittadini di: Bovegno e Collio.

VALSABBIA

Alle urne solo i residenti di Anfo, sul lago d’Idro.

GARDA

Urne aperte a Moniga e Polpenazze.

C’è poi il caso di Bienno, in Valcamonica, che, dopo il no  del Tar al ricorso presentato dalla lista “Bienno è anche tuo”, che era stata esclusa dalla commissione elettorale circondariale di Breno perché presentava un numero eccessivo di firme: 98, mentre la legge ne prevede da un minimo di 30 ad un massimo di 60, ha visto respingere anche il secondo appello rivolto al Consiglio di Stato.
L’amministrazione camuna, ora commissariata, andrà alle urne la prossima primavera.

QUANDO E COME SI VOTA

Si vota domenica 3  e lunedì 4 ottobre, rispettivamente dalle dalle 7 alle 23, e dalle 7 alle 15.
Dopo la chiusura del seggio, inizierà lo spoglio delle schede con la nomina del sindaco/a.

Hanno diritto di voto gli iscritti alle liste elettorali del comune di residenza che abbiano compiuto 18 anni entro la data del 3 ottobre. Potranno eleggere le amministrazioni anche i cittadini di altri Paesi dell’Unione Europea che vivono nei comuni coinvolti e si sono iscritti a una lista aggiuntiva entro lo scorso 24 agosto.

Per esprimere la propria preferenza bisognerà recarsi al seggio elettorale con documento d’identità e di tessera elettorale. In caso di smarrimento o esaurimento degli spazi per i timbri di avvenuta votazione della tessera elettorale, è necessario richiedere un duplicato all’ufficio elettorale del comune di residenza. Il rilascio avverrà immediatamente.

Non è obbligatorio il green pass per accedere al seggio, ma si dovranno rispettare tutte le normative anti Covid: indossare la mascherina, igienizzare le mani, stare distanziati di almeno un metro nelle file, evitare assembramenti e non recarsi al seggio se la temperatura corporea supera i 37,5° o se si è in quarantena.

Ciascun elettore può sbarrare la casella con il nome del candidato/a che vuole eleggere e in questo caso il voto andrà esclusivamente a lui o a lei. Se invece traccia una X il simbolo di una lista, il voto viene accordato anche al candidato appoggiato da quel partito.

È possibile esprimere fino a un massimo di due preferenze per i candidati al consiglio comunale, a condizione che venga rispettato il criterio del genere diverso: uno deve essere un uomo e l’altro una donna. Se i due voti andranno a candidati dello stesso genere, la preferenza sarà considerata nulla.

 

 

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