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Elezioni, il Tar lombardo conferma

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formigonimini2.jpgIl tribunale ha accolto il ricorso di Formigoni. "Nessun riferimento al decreto".


(red.) La quarta sezione del Tar della Lombardia, presieduta da Adriano Leo ''ha accolto i ricorsi e annullato gli atti impugnati dichiarando ammessa la lista 'Per la Lombardia' alla competizione elettorale del 28-29 marzo 2010”.
“Il collegio”, ha spiegato il Tar, “ha ritenuto pienamente proponibili ed ammissibili i ricorsi. Nel merito i ricorsi sono stati ritenuti fondati ed accoglibili alla luce dell'articolo 10 della legge 17 febbraio 1968 n.108 e successive modifiche, che regolano l'attività dell'Ufficio centrale elettorale presso la Corte d'Appello''.
Tradotto significa che il collegio “ha ritenuto che l'articolo 10 contiene la previsione di una tempistica ben precisa per le singole attività dell'ufficio centrale, attività che vanno espletate ciascuna entro un termine perentorio”.
“La norma”, ha sentenziato il Tar, “regola altresì in modo preciso e puntuale i termini per gli eventuali ricorsi contro le sole eliminazioni di liste o candidati, che i delegati delle liste o dei candidati esclusi possono effettuare entro e non oltre le 24 ore”. “Consumati tali termini, anche l'ufficio centrale non ha più alcun autonomo potere di procedere ad un riesame di profili già fatti oggetto di verifica e non censurati dai soli soggetti legittimati (delegati di liste o di candidati eliminati)”.

Sabato scorso, il Tar aveva accolto la richiesta di sospensiva del provvedimento di esclusione del listino del presidente Formigoni (leggi qui) che era stato precedentemente bocciato dalla corte d’appello di Milano per presunte irregolarità nella raccolta delle firme (leggi qui).
“I giudici”, ha spiegato Adriano Leo, “non hanno affatto tenuto conto del decreto ‘salva-lista’ emesso dal Governo” (leggi qui) .
Il listino ‘Per la Lombardia’di Formigoni torna dunque a pieno titolo in corsa, ma è tuttavia possibile che la vicenda giudiziaria non si esaurisca. Il Pd potrebbe infatti impugnare la sentenza davanti al Consiglio di stato.
Di fronte a questa eventualità il governatore della Regione si è detto tranquillo: “Non abbiamo nessun problema”, ha dichiarato Formigoni, “Noto soltanto che Penati aveva detto che non avrebbe fatto ricorso: se poi lo fa è una scelta sua. Adesso dedichiamoci a illustrare i programmi ai cittadini”.

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