Pioggia, i laghi bresciani risalgono: il Sebino guadagna 88 centimetri
In due giorni caduti sulla provincia quasi 240 milioni di metri cubi d’acqua. Il lago d'Iseo recupera terreno dopo la siccità, il Garda sale di 10 centimetri in 48 ore.
Più informazioni su

Iseo. La lunga fase di sofferenza idrica dell’estate sembra ormai alle spalle. Le intense precipitazioni di mercoledì e giovedì hanno fatto risalire rapidamente i livelli dei principali laghi bresciani, alimentando anche invasi montani e falde della pianura.
In appena due giorni, secondo i dati riportati dal Corriere della Sera, sulla provincia di Brescia sono caduti quasi 240 milioni di metri cubi d’acqua, una quantità equivalente a circa otto volte il volume del lago d’Idro.
A registrare il recupero più evidente è il lago d’Iseo, che dal minimo raggiunto il 19 agosto è cresciuto di 88 centimetri, 31 dei quali soltanto negli ultimi tre giorni. Venerdì 11 settembre il Sebino si attestava a 66,6 centimetri sopra lo zero idrometrico.
Anche il Garda, che per le sue dimensioni reagisce più lentamente alle precipitazioni, ha guadagnato 10 centimetri in 48 ore, tornando sui valori medi del periodo. Ancora più marcata la crescita del lago d’Idro, salito di 61 centimetri in due giorni fino a quota 368,11 metri sul livello del mare.
Il maltempo ha provocato diversi disagi sul territorio, tra strade e cantine allagate, alberi caduti e tettoie danneggiate, ma ha anche portato una quantità d’acqua che si è rivelata preziosa dopo un’estate caratterizzata dalla scarsità di precipitazioni.
Alla stazione dell’Istituto Pastori di Brescia sono stati misurati oltre 82 millimetri di pioggia in due giorni, mentre a Ghedi ne sono caduti circa 50. In Val Sabbia, a Preseglie, il dato è stato di 74,8 millimetri, con valori compresi tra 50 e 80 millimetri anche in Valcamonica e sul Garda.
Considerando l’intera superficie provinciale, circa 4.785 chilometri quadrati, la quantità d’acqua caduta equivale a circa il 7% della pioggia che normalmente Brescia riceve nell’arco di un anno. Le precipitazioni del 9 e 10 settembre si sono inoltre aggiunte a quelle, particolarmente intense, del 20 e 28 agosto, contribuendo a chiudere la parentesi di siccità estiva.
Il recupero riguarda anche i bacini idroelettrici, che hanno interrotto la fase di progressiva diminuzione delle riserve. A inizio settembre quelle lombarde risultavano ancora inferiori del 21% rispetto alla media, seppure in netto miglioramento rispetto al -36% registrato a luglio. Gli invasi alpini bresciani, a metà estate, si trovavano invece attorno al 40-43% del riempimento.
L’acqua tornata negli invasi rappresenta una risorsa importante anche per la produzione energetica. In una stagione normale l’idroelettrico bresciano garantisce circa 3,2 terawattora, quasi un quarto dei consumi elettrici della provincia, stimati in 13 TWh all’anno.
Il bilancio delle precipitazioni del 2026 resta però ancora al di sotto della media storica. Alla stazione della Provincia di Leno, dove la media annuale si aggira attorno agli 850 millimetri, dall’inizio dell’anno sono caduti finora 508 millimetri. Il dato resta lontano dagli anni più piovosi, come il 1996, quando si arrivò a 1.600 millimetri, ma anche dal minimo del 2022, fermatosi a soli 180 millimetri.








Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.