Ponte di Legno, skywalk al Tonale: «Non servono balconi per i selfie»

La piattaforma panoramica a 2.500 metri è in costruzione a Monticelli. Europa Verde attacca: «In quota serve tutela, non altra cementificazione».

Ponte di Legno. Un balcone sospeso a 2.500 metri per ammirare il panorama o l’ennesima attrazione pensata per la foto perfetta? È proprio sul confine tra valorizzazione turistica e tutela della montagna che si accende la polemica sul nuovo skywalk in costruzione in località Monticelli, nei pressi di Passo Paradiso, sopra il Passo del Tonale, nel comune di Ponte di Legno (Brescia).
I lavori sono entrati nel vivo con il trasferimento in quota dei primi materiali attraverso l’elicottero. La nuova piattaforma panoramica, inserita nel piano di investimenti del comprensorio Pontedilegno-Tonale, dovrebbe essere completata per l’estate 2027.
Sarà una struttura a sbalzo, con pavimento e parapetti trasparenti, collocata a circa 2.500 metri di quota e progettata per offrire una vista a 360 gradi sull’alta Valle Camonica e sulla Val di Sole.
Il progetto punta a rafforzare l’offerta turistica estiva e a valorizzare anche il patrimonio storico e naturalistico della zona
, legato alle testimonianze della Guerra Bianca. Una finalità che, però, non convince Europa Verde, che ha deciso di contestare apertamente l’intervento.
A prendere posizione sono i portavoce bresciani di Europa Verde Alleanza Verdi Sinistra, Sara Onofrio e Dario Balotta, che definiscono lo SkyWalk «una cementificazione d’alta quota mascherata da valorizzazione».
Secondo gli ambientalisti, la realizzazione della piattaforma comporta l’utilizzo di cemento, acciaio e vetro in un’area caratterizzata da importanti elementi naturalistici e storici. A preoccupare è anche l’attività del cantiere e il ricorso agli elicotteri per il trasporto dei materiali.
Nel mirino di Europa Verde finiscono inoltre gli interventi più ampi programmati dal comprensorio, tra nuove cabinovie e potenziamento degli impianti di innevamento. Una strategia che, secondo il movimento ambientalista, rischierebbe di accentuare la pressione turistica su un ambiente alpino già alle prese con gli effetti del cambiamento climatico.
Europa Verde solleva anche una questione legata alla gestione degli impianti e alla composizione societaria della Sit, la Società impianti turistici di Ponte di Legno, che conta 142 soci e un capitale di 10 milioni di euro.
Balotta e Onofrio parlano di un possibile conflitto d’interessi, sostenendo che tra i soci figurino anche operatori economici locali, come albergatori, commercianti e costruttori, che potrebbero beneficiare dell’incremento dei flussi turistici.
Una lettura che gli ambientalisti collegano alla necessità, a loro avviso, di interrogarsi sul modello di sviluppo della montagna. Nel mirino finisce anche il Comune di Ponte di Legno, indicato come socio di minoranza della società.
La critica torna quindi sul tema ambientale. Per Europa Verde, il problema non riguarda soltanto l’impatto della singola struttura, ma una visione complessiva del futuro delle località alpine.
«In questa fase di crisi climatica le Alpi non hanno bisogno di un balcone per i selfie», sostiene Balotta, richiamando il progressivo arretramento dei ghiacciai e l’aumento delle temperature.
Il riferimento è in particolare al ghiacciaio Presena, la cui situazione viene indicata dagli ambientalisti come uno dei segnali più evidenti delle trasformazioni climatiche in corso. Da qui la domanda posta da Europa Verde: se le condizioni ambientali stanno cambiando rapidamente, è davvero necessario continuare a puntare su nuove infrastrutture e attrazioni turistiche in alta quota?
Dal gruppo arriva quindi la richiesta di sospendere i lavori e di procedere con una Valutazione d’impatto ambientale.
«Non sarebbe il caso di fermarci a riflettere?», è la domanda posta da Balotta, che contesta l’idea di continuare a costruire in quota mentre i ghiacciai si riducono e le condizioni climatiche diventano sempre più difficili.

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