Travagliato, opposizioni e comitati: «No al data center, subito»

La richiesta di un atto ufficiale in consiglio comunale per fermare il progetto da 120 MW. Nel mirino anche il consumo di suolo e la mancata attivazione della Consulta.

Travagliato. Il fronte del “no” al maxi data center di Travagliato si compatta e alza il livello dello scontro. Dopo il parere di dissenso espresso dal Comune e lo stop della Provincia alla procedura per l’allaccio alla rete elettrica, opposizioni e comitati chiedono ora un passo ulteriore: trasformare la contrarietà al progetto in una posizione ufficiale e vincolante dell’Amministrazione.
I capigruppo di minoranza Christian Bertozzi e Alberto Trainini, insieme ai consiglieri Santi, Tironi e Reboldi, hanno presentato la richiesta di convocazione straordinaria del consiglio comunale. Il sindaco Renato Pasinetti dovrà convocare l’assemblea entro venti giorni.
L’obiettivo è approvare un atto di indirizzo che formalizzi la contrarietà al progetto e rafforzi la posizione di Travagliato nei confronti degli altri enti coinvolti nell’iter.
Il progetto prevede la realizzazione di un data center da 120 megawatt su circa 14 ettari di terreni agricoli. L’iniziativa è portata avanti dalla società bresciana East Gate per conto di un grande operatore internazionale dell’economia digitale. Il nome del futuro utilizzatore non è stato ufficializzato.
Le minoranze chiedono inoltre che entro settembre vengano avviate valutazioni tecniche, amministrative e urbanistiche, compresa una verifica del Pgt, per capire se sia possibile introdurre norme specifiche sugli insediamenti di data center e strutture analoghe ad alto impatto territoriale, ambientale ed energetico.
A preoccupare è soprattutto il consumo di suolo. I comitati quantificano in circa 142 mila metri quadrati la superficie agricola interessata e contestano la scelta di utilizzare terreni vergini invece delle aree dismesse individuate dalla Provincia per interventi di rigenerazione. Nel mirino finiscono anche i possibili effetti sul consumo di acqua, sulle temperature, sul rumore e sulla rete infrastrutturale.
Il fronte ambientalista richiama inoltre il principio di precauzione e chiede che l’iter venga archiviato da tutti gli enti competenti, dal Comune alla Provincia, fino a Regione e Ministero.
Sul piano amministrativo resta aperta anche la questione della Consulta consiliare sul data center. L’organismo è stato approvato il 21 luglio, ma secondo le opposizioni non è ancora stato formalmente insediato. Da qui la richiesta di procedere senza ulteriori ritardi, mentre il progetto continua il suo percorso.
Intanto il dissenso sembra allargarsi anche fuori dal Consiglio. Per domenica 30 agosto le minoranze hanno annunciato un gazebo in piazza Libertà per incontrare i cittadini, spiegare gli sviluppi della vicenda e raccogliere osservazioni.
La partita, del resto, va oltre Travagliato. Nel Bresciano sono numerose le richieste di connessione alla rete elettrica legate a possibili data center, per una potenza complessiva di diversi gigawatt. Una prospettiva che sta alimentando il dibattito sul futuro del territorio, tra attrazione di nuovi investimenti e timori per consumo di suolo, energia, acqua e infrastrutture.

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