Carpione del Garda, bocciato l’emendamento M5S per uno studio scientifico

La consigliera regionale bresciana Paola Pollini critica il no del Consiglio regionale alla proposta di stanziare 50mila euro per la conservazione della specie endemica del lago.

Brescia. La maggioranza in Consiglio regionale ha respinto l’emendamento presentato dalla consigliera del Movimento 5 Stelle Paola Pollini che chiedeva di destinare 50 mila euro a uno studio scientifico sulla conservazione del Carpione del Garda, specie endemica del lago considerata a forte rischio di estinzione.
La proposta era stata presentata nell’ambito della legge di assestamento di bilancio 2026-2028 e, secondo Pollini, avrebbe rappresentato il primo progetto organico dedicato allo studio e alla tutela della specie. La consigliera sottolinea come la richiesta fosse contenuta rispetto alle risorse già previste dalla Regione per il comparto ittico: l’assestamento incrementa infatti di 540 mila euro nel triennio i fondi destinati alla gestione degli incubatoi ittici, ai quali si aggiungono le risorse del FEAMPA e altri finanziamenti già disponibili.
«Sarebbe bastato poco per tutelare una vera peculiarità del territorio gardesano», ha detto Pollini, che definisce la bocciatura dell’emendamento «l’ennesima occasione persa». Secondo l’esponente del M5S, la Regione continua a investire negli incubatoi senza finanziare uno studio sulle cause che hanno portato il Carpione del Garda a rischiare l’estinzione.
Per la consigliera gardesana, parlare di ripopolamento senza prima approfondire gli aspetti scientifici legati alla conservazione della specie rischia di rendere meno efficaci gli interventi. «È difficile comprendere come si possa pensare di salvare il Carpione senza prima investire nella conoscenza», ha chiosato Pollini, sostenendo che la scelta della maggioranza dimostri una gestione priva di una reale visione scientifica e potenzialmente dannosa per la biodiversità del Lago di Garda.

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