Ex discarica Vallosa, anche il Consorzio Franciacorta chiede la bonifica
Legambiente denuncia ancora la presenza di Pcb nella falda di Passirano. Rabotti: «Serve un intervento risolutivo e il recupero dell’area».
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Passirano. Alla richiesta di una bonifica definitiva della ex discarica Vallosa ora si unisce anche il Consorzio Franciacorta. Un sostegno pesante, quello arrivato dal presidente Emanuele Rabotti, che riaccende l’attenzione su uno dei siti più contaminati del Sin Caffaro bresciano.
«Serve un intervento risolutivo e il pieno recupero dell’area», afferma Rabotti, schierandosi al fianco di Legambiente nella lunga battaglia sulla discarica di Passirano, riempita tra gli anni Sessanta e Settanta con oltre 440 mila tonnellate di rifiuti industriali provenienti dalla Caffaro e da altre aziende.
Nonostante i 2,6 milioni di euro investiti per la messa in sicurezza e il completamento del capping nel 2022, secondo gli ambientalisti la situazione resta critica. Gli ultimi carotaggi effettuati da Arpa avrebbero infatti confermato la presenza di Pcb nella falda superficiale con concentrazioni fino a dieci volte superiori ai limiti di legge.
«La copertura non è servita a niente», attacca il presidente di Legambiente Franciacorta, Silvio Parzanini, sottolineando come attorno alla discarica siano sorti negli anni nuovi vigneti, in un territorio simbolo della produzione vitivinicola bresciana.
A preoccupare sono anche le cosiddette “aree bianche”, zone vicine alla discarica dove, secondo Legambiente, non sarebbero mai stati effettuati controlli approfonditi per verificare l’eventuale contaminazione dei terreni.
Nel mirino degli ambientalisti finiscono anche le istituzioni. Legambiente denuncia anni di ritardi e annuncia nuove richieste di accesso agli atti sui monitoraggi ambientali e sanitari, fermi, secondo l’associazione, al 2017.
Per Legambiente la sola messa in sicurezza non basta più: l’obiettivo resta una bonifica radicale dell’area, stimata in circa 130 milioni di euro.
Parzanini ricorda come LivaNova sia stata condannata a versare 250 milioni di euro destinati al Sin Caffaro e sostiene che una parte di quelle risorse debba essere utilizzata anche per Passirano, ribadendo la necessità di affrontare e risolvere in modo definitivo l’emergenza ambientale.








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