Polveri sottili nel Bresciano, superati i limiti di sicurezza annui solo dopo tre mesi

Il gruppo Basta Veleni-Brescia, che danni si occupa della tematica, segnalerebbe anche come i rilevatori non siano stati messi in funzione durante i periodi di maggior concentrazione.

Brescia. Il gruppo Basta Veleni-Brescia segnala una realtà allarmante per la qualità dell’aria nella provincia bresciana, i report delle centraline Arpa di rilevamento delle polveri sottili, benché negativi, sembrano non aver ancora portato la Regione ad attuare alcun tipo di intervento.
Dati di estrema importanza che attestano la gravità dell’inquinamento atmosferico in Lombardia e che confermano la regione come l’area più inquinata d’Europa.
Pesa di certo l’andamento meteorologico, soprattutto degli ultimi mesi, ma i dati confermano il contributo sempre più rilevante delle emissioni da allevamenti, da combustione di biomasse legnose e soprattutto da traffico di veicoli motorizzati.
Allarmante anche come alcune centraline, come quella del villaggio Sereno, situate fuori dagli snodi della viabilità o delle zone industriali, segnalino livelli altissimi per lunghi periodi di tempo mese, in particolar modo delle pm 2,5, l’agente più inquinante e tossico per il sistemo respiratorio.
Basta Veleni-Brescia denuncia un comportamento negligente da parte delle autorità competenti, Brescia ha superato ampiamente il limite imposto nel 2024 dall’Unione Europea di concentrazione di polveri sottili.
La normativa europea prevede non si superino 18 giorni l’anno di concentrazione superiori ai 25 microngrammi per metro cubo; a Brescia, solo nel primo trimestre del 2026, sono stati rilevati 49 giorni dalla stazione di San Polo, 30 da quella del villaggio Sereno e 28 da quella della stazione di Broletto.
Basta Veleni-Brescia denuncia inoltre come alcune delle centraline siano state bloccate nei periodi massima concentrazione delle pm, ma solo per quelle più pericolose, lasciando i rilevatori delle particelle meno dannose perfettamente in funzione.

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