«Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti: la soluzione non è spostare le discariche nel Bresciano»
I circoli dem di Rovato, Cazzago, Berlingo e Travagliato si uniscono alla richiesta dei 4 Comuni al Pirellone di escludere dal Prgr i territori, già interessati dalla presenza di altre discariche (ravvicinate).
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Rovato. Un appello alle amministrazioni comunali e provinciale «affinchè facciano un passo in più, approvando delibere consiliari come quella del Comune di Cazzago San Martino che ha espresso nei giorni scorsi la propria totale contrarietà ai nuovi criteri localizzativi del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti (Prgr)» e a «Regione Lombardia affinchè confermi l’indice di pressione ed ascolti maggiormente i territori, non proseguendo in una scelta che sarebbe uno schiaffo alla gente comune e un regalo ai soliti noti. Inutile riempirsi la bocca di tutela dell’ambiente e della Franciacorta se poi ai proclami non seguono i fatti».
Lo affermano, in una nota congiunta, le sezioni Pd territoriali di Rovato, Cazzago S.M., Berlingo e Travagliato in riferimento all’iter di aggiornamento del PRGR intrapreso da Regione Lombardia, rispetto al quale viene espressa «grande preoccupazione per gli impatti ambientali che i nuovi criteri proposti produrrebbero sui territori delle nostre comunità».
Sotto la lente dei democratici «i previsti nuovi criteri localizzativi per il posizionamento di impianti destinati a trattare materiali da bonifica entro i 10 km dal sito di origine, applicati alla nostra realtà territoriale, sarebbero devastanti». «La gravità della scelta – spiegano i circoli dem bresciani – può essere più comprensibile traducendola con qualche esempio concreto. Con i nuovi criteri localizzativi sarebbe possibile, ad esempio, spostare rifiuti speciali contenenti PCB della Caffaro, ora stoccati alla discarica Vallosa di Passirano in uno dei lotti della cava Macogna della Pedrocca di Cazzago S.M. a poche centinaia di metri dai centri abitati di Berlingo, Duomo di Rovato e Travagliato. Nei 10 km suddetti sarebbe compreso anche il buco della cava Bonfadina di Rovato – Cazzago S.M. che una politica provinciale prima e regionale poi non sempre attente ai territori hanno deciso di raddoppiare con il piano cave provinciale ghiaia e sabbia approvato nel 2024. Il tutto in piena Franciacorta».
«Non siamo contrari all’idea di bonifiche di siti inquinati – viene sottolineato – ma riteniamo che la soluzione non possa essere spostare in altri siti nelle vicinanze il problema. Gli ambiti estrattivi esauriti dovrebbero essere recuperati ambientalmente non per farci nuove discariche ma per una restituzione alla collettività che ha sopportato disagi di decenni di escavazioni, di impianti di betonaggio e di asfalti. Sarebbe uno scandalo inaccettabile che bonifiche magari finanziate da soldi pubblici conferissero rifiuti speciali anche pericolosi in bacini estrattivi in cui i cavatori proprietari abbiano procrastinato per anni senza realizzarli i recuperi ambientali ai quali erano tenuti, ottenendone invece un ulteriore gigantesco profitto solo per il fatto di mettere a disposizione i propri “buchi” per le bonifiche».
Il Pd si unisce alla richiesta dei «Comuni di Berlingo, Travagliato, Rovato e Cazzago San Martino» che «all’unisono si sono rivolti alle amministrazioni provinciale e regionale per chiedere la conferma dell’indice di pressione e comunque l’applicazione di criteri localizzativi che escludano dal Piano i 4 Comuni, dove nel corso degli anni sono stati realizzati impianti di smaltimento dei rifiuti in numero spropositato rispetto alla popolazione ed alla produzione provinciale».








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