Passirano, ex Vallosa: «I vigneti del Franciacorta su suoli contaminati?»
La consigliera regionale del M5S Paola Pollini torna sul caso delle nuove autorizzazioni per i vigneti che producono il marchio di bollicine nelle aree confinanti l'ex disacrica contaminata da diossine, furani e pcb dioxin-like.
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Passirano. «La proliferazione di vigneti in Franciacorta è ormai totalmente sfuggita di mano. Non sto parlando solo della proliferazione incontrollata a discapito delle alture come il Monte Alto e dei boschi, nei confronti della quale i Comuni interessati hanno finalmente hanno acconsentito all’avvio del procedimento per il riconoscimento di un vincolo di tutela paesaggistica, ma di un caso dai contorni ancor più critici. Si tratta del caso dell’ex discarica della Vallosa, che ospita i rifiuti prodotti della ex Caffaro di Brescia, della quale sono note le potenzialità nocive per l’uomo e l’ambiente. Questo – afferma la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Paola Pollini – però non ha impedito, negli ultimi anni, la piantumazione di vigneti a ridosso dei confini della discarica, tanto da allarmare Arpa».
«Ho potuto visionare il recente lavoro compiuto da Arpa Brescia, che ringrazio ancora una volta per il suo prezioso contributo nella lotta all’inquinamento, ciò che emerge è che i suoli classificati come inquinati sono aumentati- continua Pollini-: su 23 terreni esaminati nel 2013-2015, ci sono 8 nuovi terreni che presentano valori superiori al limite di legge per diossine, furani e pcb dioxin-like. La nuova classificazione non deriva da nuove analisi, ma semplicemente dall’applicazione di nuovi criteri di calcolo imposti dal decreto ministeriale n. 46 del 1° marzo 2019. Sulla base di questo “ricalcolo” Arpa ha quindi riclassificato i terreni e, nel dicembre scorso, ha formalmente chiesto al Comune di Passirano di rivedere l’ambito di applicazione dell’ordinanza sindacale del 2021, manifestando la volontà di procedere a una nuova indagine alle aree limitrofe a quelle già oggetto di indagine nel periodo 2003-2015. A tal fine Arpa ha chiesto al Comune la convocazione di un tavolo tecnico, che al momento non è ancora stato convocato segnalando altresì che “l’uso del suolo potrebbe essere significativamente mutato negli ultimi 10 anni” invitando il Comune a effettuare le dovute verifiche».

«Il riferimento – sottolinea la consigliera pentastellata – è chiaramente a quei vigneti che stanno a ridosso della discarica, circondati da suoli che sono stati classificati come contaminati. Come sia stato possibile che tutto ciò accadesse non è un mistero: l’ordinanza del 2021 riguardava esclusivamente i suoli oggetto di indagine di Arpa e non quelli limitrofi, pertanto tutto ciò che stava tra il corpo discarica e un suolo contaminato, poteva essere coltivato e sfruttato come qualunque altro terreno agricolo. Tutto ciò è assurdo, ma perfettamente legale. La domanda però che mi pongo e vorrei porre al Consorzio di tutela dei vini di Franciacorta è cosa intendono fare per tutelare quel marchio, ovvero se prevedono controlli sui suoli dove vengono impiantati i vigneti utilizzati per produrre i loro vini, se esiste un codice di condotta da seguire che vieta di coltivare sopra delle discariche o intorno ad esse e se vengono fatte delle indagini per escludere il rischio di brindare con un calice al Pcb? Credo – conclude Pollini – sia giunto il tempo di smettere di puntare il dito contro chi parla di inquinamento in Franciacorta e cominciare ad occuparsi del vero problema: la bonifica di discariche abusive e il divieto di coltivazione su suoli contaminati o potenzialmente contaminati».








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