“Leonesse”, il reportage sulle donne bresciane che lottano per l’ambiente

Venerdì 25 ottobre alle 20.30, presso la Fondazione Aref (Piazza della Loggia, 11) la presentazione e il dibattito sul reportage dal titolo "Leonesse" di Matteo Gibellini.

Brescia. Si tiene venerdì 25 ottobre alle 20.30 a Brescia, presso la Fondazione Aref (Piazza della Loggia, 11) la presentazione e il dibattito sul reportage dal titolo “Leonesse” di Matteo Gibellini, lavoro svolto per il corso di giornalismo dell’Università di Parma e pubblicato lo scorso marzo sul network nazionale InsideOver.
L’autore modererà l’incontro e saranno presenti i protagonisti intervistati: Piera Casalini (Le Mamme del Chiese), Raffaella Giubellini (Presidio 9 agosto), Stefania Baiguera (Tavolo Basta Veleni) Mara Galanti (Le Mamme di Castenedolo), Marino Ruzzenenti (storico e ambientalista), Sergio Perini (medico), e Chiara Di Giovanni (Bosco Sociale di Sanpolino).

«Le criticità ambientali che continuano a martoriare il territorio bresciano da decenni e il lavoro delle attiviste ambientali saranno oggetto del dibattito. Nella “Terra dei Fuochi” del Nord, così è soprannominato il bresciano perché la situazione è peggiore rispetto alla Campania, continuano a nascere diversi comitati, grazie anche all’azione di tantissime donne che decidono di unirsi per consapevolizzare la cittadinanza sui problemi ambientali che colpiscono Brescia e provincia. La maggior parte sono madri che sacrificano il tempo libero per salvaguardare la loro terra e la salute dei propri figli» si legge nella nota dell’associazione ambientalista.
«Sono donne che si muovono insieme per dare un taglio femminile alla battaglia sociale. Il caso Caffaro, le cave, le numerose discariche, l’inceneritore e l’eccessivo consumo del suolo sono alcuni dei temi più scottanti, ai quali le attiviste rispondono con un’azione concreta attraverso presidi, dibattiti, petizioni e approfondimenti».

«Il territorio bresciano – continua Basta Veleni – è una delle province più ricche e benestanti del paese, è anche uno dei siti industriali più inquinati d’Europa. Quasi mille gli impianti di trattamento e smaltimento rifiuti, centinaia di cave, molto discariche abusive e molteplici aree da bonificare, a partire dall’area contaminata da PCB a causa della Caffaro, fabbrica operante nel settore chimico che ha tenuto sotto scacco i bresciani per molti decenni. Si stima che a Brescia venga portato il 21% dei rifiuti speciali dell’intera nazione (74% di quelli lombardi), inoltre è presente l’inceneritore tra i più grandi d’Europa che da 20 anni brucia e diffonde fumi grazie a tecnologie ormai obsolete degli anni 80′. Non mancano problemi di contaminazione dell’acqua dei fiumi: il Chiese soffre per quello biologico dei liquami, il Mella per l’inquinamento chimico. Altra criticità è l’inquinamento atmosferico».

«Lo scorso inverno – viene sottolineato – la mancanza di piogge ha reso l’atmosfera della Pianura Padana particolarmente insalubre, secondo i dati forniti dall’Arpa. Il problema è del resto sistemico e riguarda sia le caratteristiche geografiche della Pianura Padana sia la presenza di grandi città, insediamenti industriali e allevamenti intensivi. Ciò si rivela sempre dannoso per la salute della popolazione. Secondo il Rapporto Sentieri (Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento), nella provincia bresciana si registrano eccessi nei tumori del 20/25% in più rispetto alla media nazionale. È saltato alle cronache, tempo fa, come la diffusione dei contagi da coronavirus sia stata strettamente correlata alla forte presenza di polveri sottili in un’area ampia del Nord Italia, in modo particolare quella tra Bergamo e Brescia».

L’incontro è aperto a tutta la cittadinanza. L’ingresso è libero a esaurimento posti.

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