Brescia, dieci anni di battaglia contro l’amianto in città

I risultati di anni di impegno del gruppo di lavoro costituito dal municipio. Sono ancora frequenti i casi di abbandono abusivo di lastre di materiale inquinante.

Finsibi ex Pietra via Dalmazia

Brescia. Il 30 luglio 2012 Regione Lombardia ha approvato la Legge 14 sul risanamento ambientale, la bonifica e lo smaltimento dell’amianto, in seguito alla quale i proprietari di edifici pubblici e privati, di impianti o di altri luoghi sono stati sollecitati a bonificare eventuali coperture contenenti amianto.
Secondo la normativa, il proprietario o il legale rappresentante di un immobile contenente amianto deve obbligatoriamente inviare all’Ats del territorio il modulo di notifica (N/A1) della presenza dell’amianto, per il censimento. Deve inoltre valutare lo stato di conservazione delle coperture in cemento-amianto utilizzando l’Indice di Degrado (ID), approvato con un decreto della direzione generale di Regione Lombardia. Questa valutazione deve essere conservata dall’interessato e non deve essere controfirmata da alcun professionista. Solo in casi di segnalazioni o di esposti il Comune chiede al proprietario o al legale rappresentante di fornire la valutazione dell’indice di degrado, redatta da personale qualificato. Il proprietario deve inoltre programmare il controllo e la manutenzione dei manufatti contenenti amianto, valutarne il rischio e informare le persone che occupano lo stabile dell’eventuale presenza di amianto, illustrando i rischi potenziali e i comportamenti da tenere.
Fin dall’inizio del 2013 il Settore Tutela Ambientale e Protezione Civile del Comune di Brescia ha avviato una campagna di sensibilizzazione rivolta ai cittadini per incentivare e facilitare l’attività di bonifica. Il Settore ha inoltre attivato uno sportello di assistenza per fornire ai cittadini informazioni su come effettuare la notifica obbligatoria da inviare ad Ats e su come calcolare correttamente l’indice di degrado delle coperture.
Dall’analisi del censimento è risultato che, in alcuni quartieri della città (in particolare Villaggio Sereno, Villaggio Prealpino e Villaggio Badia), era notevole la presenza di coperture in cemento amianto, materiale largamente usato dal dopoguerra e sino agli anni ’90, prima che se ne scoprisse la pericolosità. La maggior parte dei proprietari di questi immobili avevano un reddito medio-basso ed erano intenzionati a bonificare il tetto della loro casa, dimostrandosi subito collaborativi con le istituzioni.
Oltre ad attivare lo sportello, per agevolare queste persone il Comune di Brescia ha sensibilizzato gli operatori privati, in particolare gli istituti di credito e le aziende specializzate nella rimozione di manufatti in cemento amianto. Il Collegio Costruttori, tramite Ance, ha individuato un elenco di operatori del settore disponibili alla rimozione e allo smaltimento delle coperture.
Dal 2013, inoltre, all’interno del Settore Tutela Ambientale e Protezione civile è stato costituito un gruppo di lavoro, tuttora attivo, con il compito di verificare sul posto i casi di effettiva presenza di coperture o di materiali in amianto. Verso i proprietari sono stati avviati i procedimenti amministrativi e gli opportuni provvedimenti per risolvere le criticità.
In questi dieci anni di attività, per approfondire e risolvere le situazioni più complesse, il gruppo di lavoro si è confrontato costantemente con Ats Brescia e con la Polizia Locale per i casi, purtroppo frequenti, di abbandono abusivo di lastre di amianto da parte di persone irresponsabili (che rischiano peraltro pesanti sanzioni amministrative e penali).
In particolare, sono stati risolti due casi di particolare rilievo sia per la dimensione del luogo, sia per la preoccupazione destata nei residenti.
Una prima situazione ha riguardato un complesso di immobili di proprietà privata a Buffalora e, tra questi, un’officina meccanica. Il Comune, in sinergia con Ats, aveva avviato il procedimento amministrativo e la diffida, ottenendo la bonifica di due terzi della proprietà. Per quanto riguarda l’officina, a causa dell’inadempienza dei proprietari, si è purtroppo dovuto ricorrere all’applicazione di sanzioni di carattere penale e all’avvio dell’intervento in via sostitutiva, con spese a carico degli interessati.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.