Siccità, il Mite impone il rilascio d’acqua dal lago d’Idro

Fino al 10 luglio il lago bresciano donerà l'acqua ai campi, dopo il via libera dell'Autorità di bacino, mantenendo il livello igrometrico a 366. Ma la decisione non piace ai sindaci.

Brescia. Il ministero della transizione ecologica ha imposto, per decreto, il rilascio di un metro d’acqua per l’agricoltura, messa in crisi dalla siccità.
Fino al 10 luglio il lago bresciano donerà l’acqua ai campi, dopo il via libera dell’Autorità di bacino, mantenendo il livello igrometrico a 366.
Una decisione mal digerita dai sindaci  che definiscono la misura, voluta e sostenuta dall’assessore regionale all’Agricoltura Fabio Rolfi, come inefficace.

E ritorna a presentarsi l’ipotesi dei pozzi, per fronteggiare l’emergenza attuale, ma, anche, per tutelare l’agricoltura nelle prossime stagioni.
Una proposta che Rolfi non appoggia poichè l’iter burocratico è molto lungo e il rischio è che prelevando con questa modalità si abbassi la falda acquifera.
Un’altra ipotesi è che si torni ad innaffiare i campi durante la stagione invernale, così da creare una “scorta” utilizzabile poi per le piantagioni.

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