La sofferenza del Lago d’Idro al tavolo del prefetto di Brescia

Brescia. Prima della eventuale decisione di abbassare il livello del lago d’Idro al di sotto dello scolmo naturale nel suo emissario fiume Chiese, c’è stato un incontro in Prefettura durante il quale, come informa una nota, “il sindaco di Idro Aldo Armani ha esposto al prefetto Maria Rosaria Laganà la piena comprensione della drammaticità della situazione, ma ha anche espresso una netta contrarietà all’abbassamento del lago al di sotto dello scolmo naturale, e ha ricordato che sono trent’anni che dal lago d’Idro si chiede all’immenso comparto agricolo che dagli inizi del ‘900 ha sfruttato in maniera innaturale e abnorme questo lago di innovare i propri sistemi irrigui, al fine di affrontare le crisi idriche, per evitare le situazioni che attualmente stiamo vivendo. Ma il comparto agricolo non ha mai dato risposte”.

“Il Prefetto”, prosegue il documento, “ha informato che nei vari incontri tecnici avuti nei giorni scorsi su questa ipotesi di abbassare il lago sotto lo scolmo naturale, le varie parti hanno mostrato prudenza e comprensione dei danni che verrebbero portati al lago d’Idro. I vari interventi dei sindaci, tutti quattro presenti, Umberto Bondoni di Anfo e Gianzeno Marca di Bagolino ed era presente anche il sindaco di Bondone Chiara Cimarolli, hanno rimarcato la questione ambientale, ovvero i danni al patrimonio ambientale che verrebbero causati, e il sindaco di Bondone ha specificato che già per come è stato abbassato adesso il Biotopo situato nel territorio del suo comune, SIC-classificato sito di interesse comunitario dalla Ce, un danno è già stato fatto perché una parte è già in secca”.

Il presidente della Federazione Associazioni che amano il fiume Chiese ed il suo Lago d’Idro, Gianluca Bordiga ha ricordato la storia della difesa del lago, “che dopo due decenni di battaglie popolari ha riconquistato il deflusso minimo vitale allo scolmo naturale, ed ha informato di una fase sperimentale che su iniziativa dell’Università di Milano con la collaborazione di una azienda agricola di Volta Mantovana è stata attuata, con la prova pratica di sensori studiati appositamente, che vanno messi nel terreno da irrigare, sono questi sensori a chiamare l’acqua in base al grado di umidità del terreno; queste prove finora hanno dimostrato un risparmio del 50% di acqua, pur irrigando ancora col sistema antico a scorrimento”.

Il prefetto ha mostrato molto interesse per questo esperimento, ha espresso grande preoccupazione anche per i danni che verrebbero fatti al lago d’Idro se si dovesse attuare l’abbassamento sotto lo scolmo naturale. I sindaci, infine, si sono espressi favorevolmente alla realizzazione di nuovi bacini di accumulo di acqua nelle aree della pianura. L’incontro s’è concluso con l’impegno a tenere un contatto costante sull’evoluzione della situazione.

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