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Siccità, “Idro e Chiese vanno tutelati: no a irrigazione a scorrimento”

Un'interrogazione parlamentare di Europa Verde al Mite per chiedere "un intervento di tutela e anche un’autorità di bacino interregionale per il fiume Chiese e il lago d'Idro".

Brescia. Netta contrarietà all’ipotesi di regione Lombardia di prelievi ulteriori dal fiume Chiese e dal Lago d’Idro. E’ la posizione espressa da Salvatore Fierro (portavoce provinciale di Europa Verde), Gianluca Bordiga (Presidente della Federazione del Tavolo delle associazioni che amano il fiume Chiese) e Devis Dori (deputato Europa Verde).
«In un periodo di estrema siccità, con i fiumi e i laghi prosciugati e i razionamenti d’acqua, sarebbe un vero paradosso se la Giunta regionale lombarda decidesse di dar seguito alla Risoluzione XI/2430 del 22 marzo scorso che consente il “metodo irriguo tradizionale”, ovvero l’irrigazione a scorrimento, al servizio delle grandi coltivazioni a mais del territorio bresciano e mantovano. Tale metodo, infatti, comporterebbe un prelievo di acqua che causerebbe la morte del fiume Chiese e del lago d’Idro».

«La decisione del consiglio regionale lombardo è davvero sorprendente e annulla le grandi battaglie popolari che hanno portato a far rinascere il lago d’Idro. Come dimostra la vicenda del depuratore del Garda, la politica sta abbandonando i territori e non ascolta il grido di allarme dei cittadini. Per questo motivo- spiega l’onorevole Devis Dori- ho depositato un’interrogazione parlamentare al Ministero della Transizione ecologica per chiedere un intervento di tutela, che possa prevedere anche la costituzione di un’autorità di bacino interregionale per il fiume Chiese e il lago d’Idro».

«Che questa proposta sia stata approvata praticamente all’unanimità dal consiglio regionale lombardo- sottolinea Fierro- è indice del fatto che nessun partito che siede in quel Consiglio ha a cuore le sorti del territorio e dell’ambiente, anche da parte di chi, come il Movimento 5 stelle, predica bene ma razzola male. Come Europa Verde Brescia ci opponiamo a un contratto di fiume che preveda metodi di irrigazione insostenibili. Quando l’anno prossimo Europa verde siederà nel Consiglio regionale impedirà l’inserimento di quella previsione nel contratto di fiume».

«Dal 2007, grazie alle perseveranti proteste popolari, il lago d’Idro ha riscattato la sua naturalità ed ha escursioni verticali contenute in 1,3 metri, e si sta rigenerando in ogni aspetto, ma- evidenzia Gianluca Bordiga (Europa Verde) – ora la Regione Lombardia, che da sempre è dalla parte solo delle attività produttive agricole intensive del Mais da trinciare per gli animali, vuole avviare un procedimento per arrivare a un Contratto di fiume escludendo il lago d’Idro e il tratto Trentino del bacino idrografico; questo è inaccettabile, le Istituzioni centrali devono garantire che questa discriminazione non accada. Non siamo contro il contratto di fiume che, anzi, è uno strumento utile per realizzare gli obiettivi della Direttiva Quadro sulle Acque 2000/60/CE, ma non si può pensare di usarlo per fini sbagliati».

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