Aria malata: “Non polemica, ma dibattito pubblico”

E' la controreplica del portavoce bresciano Salvatore Fierro alle parole del sindaco Emilio Del Bono sulle politiche messe in campo per la lotta allo smog in città.

Brescia. Continua il battibecco a distanza tra Europa Verde Brescia e l’amministrazione comunale dopo le critiche sollevate dal portavoce Salvatore Fierro in merito alle politiche in tema di lotta all’inquinamento realizzate dalla Loggia.

«Non possiamo che constatare che la linea del sindaco Del Bono è la stessa della regione Lombardia (centrodestra), e dei Governi italiani che negli ultimi 10 anni hanno “scansato” le reprimende Commissione Europea e della Corte di Giustizia giustificandosi con alcune tesi come quella di un miglioramento dell’aria grazie al lieve abbassamento delle sole emissioni di biossido di azoto», afferma Fierro- oppure con «la valle padana è sfavorita dalla orografia e dalla meteorologia (assenza di vento ecc.)».

«Dopo la sentenza della Corte di Giustizia europea gli avvocati dello Stato italiano hanno portato avanti questa linea difensiva. Il braccio di ferro sul biossido di azoto tra Commissione Europea, promotrice del ricorso di infrazione, e lo Stato italiano, condanna l’Italia per le seguenti motivazioni:  i Piani per ridurre le emissioni di NO2 sono indispensabili, ma non sufficienti perché vanno valutati in base ai risultati ottenuti; i risultati ottenuti in Italia e negli agglomerati controllati (tra cui Brescia) non sono mai scesi in tutti questi anni sotto la soglia consentita».

«Per questo- ribadisce Europa Verde- la sentenza condanna la Repubblica italiana per “inosservanza sistematica e continuata del valore limite annuale fissato per il Biossido di Azoto NO2″».
«Nel testo di questa sentenza- rimarca Fierro- vengono citati i dati anche per l’agglomerato di Brescia, a partire dal 1 gennaio 2010, sempre sopra il limite annuo (35 giorni) di inquinamento consentito per le PM10».

«Il sindaco non vuol tener conto che ci sono numerose sentenze europee che lo condannano ogni anno, da quando guida Brescia, al rispetto delle normative sull’inquinamento dell’aria»- è l’affondo di Fierro. -«Anche se non primissimi ma nei primi posti della classifica delle città italiane con l’aria più inquinata d’Italia questo può bastare per tranquillizzare il sindaco, ma non i cittadini di Brescia».

«Quella sull’aria inquinata non è una “polemica” ma un dibattito pubblico che vogliamo aprire con la cittadinanza per capire se Brescia è sulla strada giusta per uscire da questa emergenza tanto dannosa per i nostri polmoni e la nostra salute» spiega il portavoce di Europa Verde.  E sugli investimenti della Loggia nel trasporto pubblico, Fierro evidenzia come «pur avendo la spesa più alta pro capite per il trasporto pubblico in Lombardia con 316 euro/abitante contro i soli 34 euro per abitante della provincia, oppure contro i 129 euro per abitante di Bergamo, il dato la quota degli utilizzatori del trasporto pubblico autobuus e Metro sia tra le più basse della regione: infatti è solo del 12% la quota ( modal share) di utilizzatori dei trasporti pubblici mentre la maggioranza degli spostamenti avvengono in auto 69%, in moto solo 2%, in bici il 4% e il 13% a piedi».
«Con questa enorme spesa pubblica- viene rimarcato- tutti i cittadini dovrebbero usare i mezzi pubblici e invece risulta il contrario».

«Parole in libertà» quelle di Europa Verde, secondo il primo cittadino? «La libertà “eccessiva”- è la replica- sta nel fatto che a Brescia con l’automobile si può entrare fino in centro per poi parcheggiare in Piazza Vittoria rendendo vana la spesa per i trasporti pubblici. Non è vero che non c’è la volontà di affrontare il tema, dicono in Comune, ma è vero, diciamo noi come Europa Verde Brescia, che lo si fa molto male».

«L’orografia del territorio della pianura Padana rende tutta la vasta area inquinata, e favorisce l’accumulo degli inquinanti. Ciò non può essere una giustificazione se no tutta la pianura dovrebbe alzare bandiera bianca nella lotta allo smog. L’unione Europea invece ci ricorda quali sono gli obblighi dei Comuni ma il Sindaco cerca le responsabilità negli altri Enti, che pure ci sono di Stato e Regione. Ciò dovrebbe essere uno sprone per fare di più visto che il responsabile della salute pubblica è il primo cittadino» continua Fierro.

«Non bastano i progetti di efficientamento energetico di alcuni edifici pubblici e delle nostre scuole, ma la loro realizzazione. In particolare, sono gli edifici privati che andrebbero messi in condizione di trovare una sponda (efficace) per il loro efficientamento energetico. A partire da una bella tirata d’orecchie ad A2A che deve modificare il regolamento che impedisce alle utenze private che utilizzano il teleriscaldamento (le famiglie) di poter avviare le ristrutturazioni delle abitazioni necessarie», conclude il portavoce bresciano di Europa Verde.

 

 

 

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