Tavernola, è guerra di ricorsi sul cementificio del Sebino

Bocciato il ricorso al Tar presentato dal Comune contro la decisione di usare i combustibili solidi secondari. Legambiente Basso Sebino annuncia il ricorso al Consiglio di Stato.

Iseo. «La bocciatura, da parte dei Magistrati Amministrativi del ricorso
presentato nel 2018 dal Comune di Tavernola (Bergamo), mortifica le autonomie locali. Trascura l’ambiente e la salute di tutti i cittadini, temi recentemente inseriti nella Costituzione Italiana. L’attività produttiva  non può più essere decisa solo da Italsacci».
Lo afferma Dario Balotta di Legambiente Basso Sebino, Circolo Luciano Pajola, il quale sottolinea che «emissioni inquinanti, il deposito di materiali pericolosi, l’estrazione della marna dal monte Saresano che ha minacciato una pericolosa frana  per tutti i paesi del lago d’Iseo, oltre al caotico traffico provocato da centinaia di camion giornalieri che transitano sulla stretta litoranea Brescia-Bergamo non possono più essere sottovalutati».

«L’azienda- continua Balotta- non deve condizionare
ogni decisione sul futuro del territorio. Il monitoraggio e i costosissimi interventi di protezione idrogeologica e di consolidamento dell’area franosa, sono pagati con le tasse dei lombardi. Il ricorso contro la decisione della Provincia di Bergamo, che ha autorizzato l’utilizzo dei Combustibili Solidi Secondari (Css) alla Cementifera di Tavernola è stato respinto».

«Anzichè chiudere gradualmente i battenti,- continua il cigno verde- il cementificio potrà continuare la sua attività bruciando oltre che al pet-coke, anche il CSS  un rifiuto ottenuto dalla componente secca di plastica, carta,
fibre tessili, ecc. L’Amministrazione Comunale, a nome dell’intera comunità tavernolese, nonchè  da tutti i Comuni lacustri, aveva ribadito  la contrarietà all’utilizzo dei Css, vista la difficile coesistenza del cementificio in un territorio che si sta sempre più orientando verso il turismo sostenibile».

«Da ricordare- evidenzia Balotta-  l’enorme investimento pubblico di 8 milioni di euro per il Floating Pierce di Christo per incentivare il turismo ora messo in discussione da questa autorizzazione. Autorizzazione data senza prima aver eseguito un’indagine epidemiologica sugli ulteriori danni alla salute che provoca l’emissione dei fumi derivanti dalla combustione di CSS».
«Per questi motivi Legambiente basso Sebino sta valutando un possibile ricorso al Consiglio di Stato per impugnare la sentenza emessa dal Tar
di Brescia».

 

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