Bedizzole, impianto Forsu A2A: decisione rinviata

Il Comitato Cittadini Calcinato, che si oppone al progetto del Comune di Bedizzole, riferisce i "pareri Arpa e Ats molto critici sul nuovo impianto".

(red.) Si è tenuta mercoledì 23 marzo la Conferenza di Servizi che avrebbe dovuto decidere in merito alla richiesta di A2A di realizzare un impianto di trattamento della Forsu per produrre biogas e biometano a Bedizzole, nel bresciano.
“La decisione”, spiega il Comitato Cittadini Calcinato, “è stata rinviata al 30 marzo, in quanto alcuni pareri molto importanti sono giunti soltanto ieri. In particolare”, viene sottolineato, “il parere di Arpa, rinnova tutte le lacune e le preoccupazioni per il sito prescelto dall’azienda, un’area già sottoposta ad estremi stress ambientali, di traffico e odorigeni”.
“Scontato”, per il Comitato, “il parere del Comune di Bedizzole, che avrebbe la garanzia di A2A di avere dei “contributi economici”, un contributo fisso per i primi 5 anni, più un ulteriore contributo a tonnellata per rifiuti conferiti. La durata degli accordi è pari alla durata dell’impianto con una revisione ogni 10 anni”.

“Il Comune di Calcinato”, continua la nota, “nella persona del sindaco Nicoletta Maestri presente alla conferenza dei servizi ha dichiarato parere negativo articolato in quattro punti, ossia: qualità dell’aria ante operam; dati Arpa Lombardia 2020 ben più aggiornati delle analisi del proponente mostrano numerose criticità, impatti cumulativi (serve valutazione quantitativa); criticità odorigene: numerosissime segnalazioni dal territorio (avvalorato anche da ARPA); necessità di azioni di risanamento ambientale previste dal diniego non poste in essere”.

Il Comitato riporta anche che “nel parere di Ats si legge, tra l’altro: «…si ritiene necessario che codesta spettabile Amministrazione tenga in debito conto le osservazioni presentate dai singoli cittadini, dai Comitati di Cittadini, dalle Associazioni ambientaliste, dal comune di Calcinato in merito all’Impatto Cumulativo delle emissioni in atmosfera e delle emissioni odorigene derivanti dall’attività oggetto della presente pratica e dalle attività in essere e già
autorizzate in zona»”.
Mentre si legge, nel parere di Arpa, che «…Sostanzialmente i dati presentati confermano la criticità legata in particolare ai livelli di particolato e ozono, che interessa non solo l’area di studio, ma più in generale tutta Zona A della regione Lombardia».
«I risultati del monitoraggio (del proponente n.d.r.) non mettono in luce situazioni di criticità. Va comunque evidenziato che la campagna di aprile non è da ritenersi rappresentativa delle condizioni più critiche, che si verificano normalmente nei mesi invernali». E ancora: «…I rifiuti in ingresso all’impianto sono rifiuti putrescibili caratterizzati, per loro natura, da impatto odorigeno. La principale criticità potenzialmente correlata all’attività di recupero rifiuti proposta è pertanto legata alle emissioni odorigene».

«Nel caso in esame- sottolinea Arpa- la problematica dell’impatto odorigeno è a tutti gli effetti la criticità potenzialmente più rilevante associata alla realizzazione dell’impianto in progetto, data la natura putrescibile dei rifiuti trattati. Inoltre, il contesto territoriale in cui è inserito il progetto è stato interessato negli anni da ricorrenti segnalazioni di molestie olfattive, legate prevalentemente a impianti di trattamento e smaltimento rifiuti presenti nel raggio di circa 5 km. Si ritiene pertanto» conclude l’osservazione di Arpa « indispensabile l’adozione di un approccio cautelativo nella valutazione della
sostenibilità dell’opera».

“L’esame condotto”, scrive il Comitato, “ha portato ad identificare potenziali impatti cumulativi con l’impianto di smaltimento Green Up e l’impianto di trattamento rifiuti Tobanelli, che sono adiacenti al sito di progetto, in un contesto territoriale comunque caratterizzato dalla presenza di pressioni ambientali non trascurabili, per via di diverse attività produttive e discariche nei dintorni, unitamente al traffico veicolare dei mezzi pesanti”.
“In seguito alla Conferenza dei servizi (27/01/2022), A2A ha fornito un’integrazione con la quale pone a confronto le ricadute di odore stimate per lo scenario attuale determinato dalla presenza dell’impianto di compostaggio “Ex Sanitaria”(e l’impatto odorigeno dal medesimo indotto) con quelle associate allo scenario futuro determinato dall’esercizio dell’impianto in progetto e dalla presenza degli stoccaggi di materiale in uscita (verde triturato) della “Ex Sanitaria”(legati alla produzione di ammendante non compostato)”.

“Il confronto tra i due scenari”, continua il Comitato Cittadini Calcinato, “mostra, per la maggior parte dei ricettori, un leggero incremento dei valori
espressi come 98-mo percentile orario delle concentrazioni di odore nello scenario futuro”. “Tali valori si mantengono comunque, come sopra già detto, inferiori alla soglia di 1 OUE/m3. (In pratica anche rimuovendo l’impianto di compostaggio esistente, i valori odorigeni aumenterebbero, quindi non può essere considerata un’azione di risanamento ambientale)”.
“Associazioni e Comitati ambientalisti”, conclude la nota, “alla luce del parere vincolante di Arpa e delle osservazioni di Ats che esprimono nettamente il permanere delle principali criticità, si chiedono “come sarà possibile
autorizzare un impianto simile in un’area già così tanto impattata”.
Il Comitato evidenzia come “in vent’anni di ambientalismo, mai come oggi, si è vista la sinergia tra Arpa e Ats nella redazione dei pareri ed è per questo che ci preme ringraziare pubblicamente per l’egregio lavoro che stanno svolgendo
senza vincoli alcuni”.

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