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Frana Tavernola, “Fine dei giochi per la miniera Ca’ Bianca”

Per il consigliere regionale Ferdinando Alberti, lo studio sulle prove di volate condotte sulla miniera Ca’ Bianca "mette a tacere Regione Lombardia che rassicura sull'attività estrattiva".

(red.) «L’ultima relazione sulla frana del Monte Saresano, datata 23 dicembre 2021 e che raccoglie i dati delle prove di volate, ribadisce quanto da tempo ripeto: la miniera Cà Bianca va chiusa subito e le sue attività immediatamente interrotte». Ad affermarlo è il consigliere regionale del M5S Ferdinando Alberti in riferimento al nuovo studio, aggiornamento della precedente relazione del 20 ottobre 2021 presentata dal Politecnico e l’Università Bicocca di Milano e dall’Università degli Studi di Firenze.

«Nella nuova relazione, a cui si è aggiunto il Cnr per rilevare eventuali conseguenze dovute ai terremoti del 16 febbraio, 10 ottobre e 18 dicembre dello scorso anno in provincia di Bergamo, sono state analizzate le interazioni tra le attività delle volate e la frana in atto sul Monte Saresano. In particolare, proprio legato al terremoto del 18 dicembre che ha lasciato importanti conseguenze al Monte già pesantemente disastrato, viene consigliata la sospensione delle operazioni di volate».

«Sul punto su cui più si sta dibattendo, ossia le attività della miniera Cà Bianca, la relazione indica chiaramente che le cariche superiori ai 250 Kg sono causa della frana. Per ogni singola volata effettuata dal 2018 al 2021, la carica media utilizzata è stata invece di 473 Kg con picchi massimi di 1150 Kg. E i totali, nell’arco di una giornata, sono stati in media di 918 Kg con massimi di 1600 Kg. Numeri questi che vanno ben oltre il limite massimo dei 250 Kg stabilito dallo studio. Sempre in merito a questo punto, nelle conclusioni dello studio viene riportato che “le volate da 250 e 350 kg sono risultate molto ben visibili entro il corpo di frana con chiara amplificazione del segnale sismico e con rilevante durata dello stesso”».
Sono proprio le conclusioni che non lasciano adito ad interpretazioni. «Chi ha redatto lo studio consiglia di sospendere le attività di volata almeno fino all’esecuzione dei lavori di stabilizzazione previsti. Questa è in sostanza l’indicazione dello stop con effetto immediato alle volate».
«Ma nelle conclusioni – prosegue Alberti – c’è dell’altro. Viene indicato chiaramente che il processo di rottura progressiva del Monte Saresano è fortemente ricollegabile agli effetti cumulati delle volate e proprio per questo motivo viene suggerito di svolgere con il massimo delle precauzioni le attività del cementifico e della cava Cà Bianca».

«Questa relazione che sottolinea una volta di più la gravità della situazione, mette a tacere, una volta per tutte, Regione Lombardia. Da sempre l’ente ripete come un disco rotto un concetto assurdo ribadito anche nelle recenti risposte ricevute alle mie ultime due interrogazioni: il fatto che le attività in essere non siano effettuate sul versante in frana ma sono condotte sul versante opposto del Monte Saresano fa sì che non ci si debba preoccupare. Proprio l’esatto contrario di quello che indica lo studio. Che avrà da dire ora l’ente Regione?»

 

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