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Dissesto irdrogeologico, a Brescia 360mila persone a rischio

È quanto descritto nel Rapporto Ispra, presentato martedì, sulle condizioni di pericolosità da alluvione in Italia e indicatori di rischio associati.

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(red.) Circa il 5,4% del territorio nazionale ricade in aree potenzialmente allagabili, secondo uno scenario di probabilità-pericolosità elevata e questa percentuale sale al 14% in caso di scenario di probabilità-pericolosità bassa.
È quanto descritto nel Rapporto Ispra, presentato martedì, sulle condizioni di pericolosità da alluvione in Italia e indicatori di rischio associati. Nelle aree a pericolosità elevata, si rileva nel rapporto, risiede il 4,1% della popolazione nazionale e ricade il 7,8% dei beni culturali, valori che raggiungono rispettivamente il 20,6% e il 24,3% nelle aree potenzialmente allagabili con bassa probabilità. Il 7,4% dei Comuni italiani ha almeno il 20% della superficie in area allagabile in caso di scenario di probabilità elevata.

frana cartello

E nel bresciano? Il rischio riguarda oltre 360mila persone, residenti su un terzo della superficie provinciale, ma la situazione da “bollino rosso” riguarda in particolare 40mila residenti in un’area di 375 kmq, in particolare lacustre.
A rischio i territori di Moniga e Sirmione, Manerba, Monte Isola e San Felice, Padenghe, Iseo e Marone, Limone, Seniga, Toscolano Maderno,Idro e Gardone riviera, per quanto riguarda Garda e Sebino (e Idro).
Ma, ad essere maggiormente esposti a rischi di dissesto geologico sono gli abitanti di Nuvolento, seguiti da quelli di Paisco Loveno, Visano, Dello, Malogno, Pisogne, Rezzato, Pontoglio, Cedegolo. Il 13% del territorio considerato è a rischio valutato “basso”, il 9% medio.
Nel rischio la valutazione di Ispra si riferisce anche ai beni culturali ed architettonici: nel bresciano sono 1293, tra questi a rischio maggiore sono 240, gli altri si collocano in un pericolo classificato come “medio”.

Dalle analisi presenti nel rapporto, emerge che le regioni Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana e Calabria sono quelle in cui le percentuali di territorio potenzialmente allagabile risultano superiori rispetto a quelle calcolate alla scala nazionale. In particolare, per lo scenario di pericolosità elevata, sono la Calabria con il 17,1% del territorio regionale e l’Emilia Romagna con l’11,6%, le regioni con le maggiori percentuali di territorio potenzialmente allagabile. In queste regioni, rileva Ispra, la provincia di Crotone è quella con maggiori percentuali di aree allagabili e popolazione esposta, mentre Ferrara è la provincia in cui la popolazione esposta a rischio di alluvione, in caso di scenario di pericolosità media e bassa, è il 100% di quella residente. Percentuali simili (99,1%) si riscontrano nella provincia di Rovigo in Veneto nel caso di scenario di bassa probabilità di alluvione. In Veneto (21,2%) e Liguria (18,6%) si registrano le maggiori percentuali di beni culturali esposti a rischio di alluvioni per lo scenario di pericolosità elevata, rispetto al totale di beni culturali presenti nei relativi territori regionali.

La provincia di Venezia è in Veneto quella con il maggior numero in percentuale di beni culturali esposti a rischio di alluvione per tutti gli scenari di probabilità, con un minimo di oltre il 60% per lo scenario di probabilità elevata a un massimo di circa l’80% per quello di probabilità bassa. In Liguria è la provincia di Savona quella con maggiore percentuale di beni culturali esposti per tutti e tre gli scenari di pericolosità. Nel più vasto ambito del dissesto idrogeologico, “la gestione e la mitigazione del rischio di alluvioni – si spiega nel rapporto – sono senza dubbio le componenti più rilevanti considerata l’estensione dei territori soggetti a pericolosità da inondazione e per gli impatti che gli eventi alluvionali sono in grado di causare a beni e persone segnando, anche drammaticamente, il nostro Paese”.

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