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Aria malata, a Brescia si muore di più che in tutta Europa

Lo riferisce uno studio spagnolo effettuato su mille città e pubblicato su The Lancet. Ogni anno 232 morti causati dall'inquinamento. E un costo pro capite pari a 2106 euro.

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(red.) Cattive, anzi pessime (come l’aria che si respira) per Brescia: nella Leonessa d’Italia l’inquinamento uccide e lo fa con un’incidenza maggiore rispetto alle altre città europee. Un record di cui la nostra città farebbe volentieri a meno, ma che è un dato registrato in un lavoro redatto dal Barcelona institute for global health, pubblicato mercoledì 10 novembre sulla prestigiosa rivista scientifica The Lancet: nel  report sono analizzati i decessi da Pm 2,5 e da biossido di azoto (No2) in mille città europee, da cui emerge che a Brescia si registrano 232 morti, all’anno, per le conseguenze della “mal’aria”. Lo riferisce Il Giornale di Brescia prendendo in esame il report dello studio spagnolo.

Per quanto riguarda la classifica stilata sui decessi da inquinamento, sono ben quattro le città italiane che si piazzano nei primi dieci posti: la Leonessa si pone al primo posto, seguita da Bergamo, con 137 morti, e, al quarto Vicenza, Saronno all’ottavo.
E calcolando l’aspettativa di vita, se si respirasse aria meno inquinata, si potrebbe vivere dai 2 ai sei anni in più, secondo i dati riferiti nella Airquality life index  rapporto 2020 dell’Epha (Europeanpublic health alliance).
Non solo, l’inquinamento da particolato incide sulla salute pubblica, ma, anche, sulle tasche dei contribuenti: la spesa media per cittadino europeo legata all’inquinamento atmosferico “vale” 1.276 euro all’anno pro capite, in considerazione di spese mediche e giorni di assenza dal lavoro. A Brescia questa cifra si attesta su 2106 euro l’anno. Peggio fa Milano con 2.843 euro a testa in 12 mesi.

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