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Mobilità emissioni zero, Brescia insegue Milano e Bergamo

Il rapporto di Legambiente: "Bisogna incrementare l'intermodalità dei servizi, con una migliore combinazione tra trasporto pubblico locale e le diverse forme di sharing, a piedi e spostamenti sicuri in bici”.

(red.) Il nostro modo di muoverci è cambiato notevolmente nell’ultimo decennio, ma in modo ancor più evidente dal 2020 a causa della pandemia. Il lockdown ha messo in luce come da un lato gli spostamenti di massa siano meno necessari, con il diffondersi dello smartworking, dall’altro che le città svuotate dalle auto sono più vivibili e dall’aria più pulita. Il Dossier Città MEZ 2021 – Città Mobilità a Emissioni Zero, realizzato da Legambiente in collaborazione con Motus-E per CleanCities, la campagna volta a ripensare le nostre città per scommettere su un cambiamento capace di rilanciare il Paese e aiutare le persone a vivere meglio dentro le aree urbane, mette in luce come una mobilità più sostenibile dal punto di vista ambientale sia possibile in tante città, non necessariamente metropolitane dotate di linee ferrate e treni urbani.

metropolitana

Lo dimostra la presenza tra le migliori performance di Bergamo, dove si evidenzia una diffusione della mobilità elettrica in particolare grazie alla principale linea di autobus già elettrificata (12 mezzi) e al servizio di sharing mobility totalmente elettrico. Tra le città prese in considerazione oltre alla già citata Bergamo, figurano anche Brescia e Milano (leggi o scarica qui il rapporto integrale). Proprio il capoluogo lombardo si conferma come principale città italiana che più delle altre ha intrapreso la corsa verso una mobilità ad emissioni zero, grazie in particolare all’ampia e capillare offerta di servizi di sharing mobility e ai mezzi pubblici elettrici: ben il 76%. Atm dichiara 124 autobus elettrici già in servizio, che diventeranno 167 a fine 2021, mentre altri sono attesi nei prossimi anni, per giungere a 1.200 entro il 2030.

Un elemento significativo – emerge dal dossier – è il boom dei mezzi elettrici leggeri, perché il mezzo pubblico da solo non è sufficiente a coprire l’intero viaggio garantito dal mezzo privato, a discapito di congestione e costi di trasporto elevati. Per ricoprire i tragitti non garantiti dal Trasporto Pubblico Locale è necessario incrementare l’intermodalità dei servizi, ossia una migliore combinazione tra trasporto pubblico locale e le diverse forme di sharing, monopattini, a piedi e spostamenti sicuri in bici. Un altro punto fondamentale per lavorare sulla transizione verso la Mobilità a Emissioni Zero entro il 2030 è efficientare la flotta del Trasporto Pubblico Locale con mezzi elettrici.

L’elettrificazione del TPL su gomma è importante per il processo di decarbonizzazione dei trasporti: si calcola che ogni 1000 autobus elettrici a batteria si risparmiano 500 barili di diesel al giorno. La nuova direttiva Veicoli puliti, in recepimento per ottobre 2021, impone che almeno il 22,5% dei nuovi autobus acquistati siano a zero emissioni fino al 2025 e almeno il 32,5% al 2030. Oggi però siamo a un misero 0,6% e soltanto Milano, Pavia e Bergamo, in Lombardia, prevedono un trasporto pubblico locale a emissioni zero entro il 2030.

Tabelle rapporto Legambiente città elettriche

Brescia, dopo Milano e Bergamo, è terza tra le città lombarde nella nuova mobilità emissioni zero (MEZ), grazie alla principale linea di metropolitana. Purtroppo nessuna evidenza di importanti piani di elettrificazione di autobus o nuove linee ferroviarie. Contrariamente a Bergamo, scarsa propensione allo sviluppo di nuovi servizi di sharing mobility, a Brescia, a parte il piccolo car sharing di E-vai, non si va oltre ad un dignitoso ma modesto servizio di bike sharing.

Tabelle rapporto Legambiente città elettriche

Alto il tasso di motorizzazione, poche le auto elettriche, meno di Bergamo, appena il doppio della media nazionale. Media la dotazione di colonnine e punti di ricarica pubblici per le auto elettriche, dovrebbe essere di molto potenziata anche solo per sviluppare un buon servizio di sharing mobility elettrica.
Alla seconda città della Regione Lombardia è richiesta ben altra ambizione verso una mobilità sostenibile a emissioni zero entro il 2030-2040.

Tabelle rapporto Legambiente città elettriche

A Brescia, oltre all’alto tasso di motorizzazione, si riscontrano pessimi indicatori di inquinamento e relativi costi sociali (oltre 2 mila euro pro capite all’anno!), incidenti stradali. Oltre alla ZTL e alle isole pedonali in centro, si spera che proseguano le politiche di ridisegno delle strade e dello spazio pubblico urbano: nuove strade a 20 e a 30 all’ora, nuovi percorsi ciclabili (per bici e monopattini) e le zone scolastiche. Contiamo anche in una nuova politica della sosta, più attenta alla consegna delle merci, alle bici e monopattini che, prima possibile, potranno così scendere dai marciapiedi, per posteggiare sulla careggiata.

Tabelle rapporto Legambiente città elettriche

«Ci avviamo verso il periodo peggiore dell’anno per la qualità dell’aria, tra pochi giorni si accenderanno anche i riscaldamenti, tanto che i dati sui livelli di polveri sottili sono già in aumento su tutta la regione – sottolinea Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia –. È necessario agire in fretta per invertire quella che ormai è una consuetudine: inverno uguale aria irrespirabile. Le città devono essere le protagoniste della transizione ecologica, bene quindi tutte le iniziative che possono migliorare le qualità dell’aria, dall’Area B (Low Emition Zone) promossa da Milano per impedire l’accesso di veicoli inquinanti, ai 100km di piste ciclabili di Brescia, ma anche e soprattutto nelle politiche di ridisegno delle strade e dello spazio pubblico urbano, come le strade 20 e 30, i percorsi ciclabili e le zone scolastiche».

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