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Calcinato, la discarica nel cantiere Tav? Non era sconosciuta

Nel paese bresciano, la voce che i rifiuti di Porto Marghera fossero stati intombati nell'area dell'ex canile circolava da tempo. Ora la Procura si sta interessando del caso.

(red.) Dopo la notizia riportata da Il Giornale di Brescia sulla possibile presenza nel cantiere Tav di Calcinato di rifiuti tossici provenienti da Porto Marghera, come scorie del Petrolchimico, ora, scoperchiato il vaso di Pandora, emerge che questa discarica, intombata nell’area dell’ex canile, era a conoscenza di molti, almeno come “vox populi”, e non solo.

A riferirlo al quotidiano bresciano è Laura Corsini del “Comitato cittadini Calcinato”. Sulla vicenda si è attivata la Procura di Brescia, che vuole vederci chiaro dopo le indagini dell’Arpa che hanno rilevato l’esistenza di un deposito nascosto di materiali e sostanze potenzialmente inquinanti, come i solventi.

La discarica, profonda 16 metri, è stata oggetto di diversi carotaggi da parte dell’Agenzia regionale per l’ambiente, ma non è ancora stato possibile decifrare la natura degli elementi interrati. Da qui il sospetto, forse molto più, ora, di una semplice illazione, che quei resti provengano da Mestre, passati dalla rotta milanese e poi nascosti nel territorio bresciano.

Cepav Due, che si sta occupando della realizzazione dei piloni nel cantiere per l’alta velocità, ha annunciato la messa in sicurezza dell’area su cui sta intervenendo, ma resta il nodo bonifica per il resto della zona in cui è stata rinvenuta la discarica.

 

 

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