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Calcinato, una discarica di veleni sotto la Tav

Come riferisce Il Giornale di Brescia, il sospetto è che possano provenire da Porto Marghera. Dalle analisi del terreno rilevata la presenza di solventi.

(red.) Che tipo di rifiuti sono quelli intombati nell’area dell’ex canile di Calcinato (Brescia) dove sta sorgendo la Tav, la linea ferroviaria ad alta velocità?

E’ un mistero che nemmeno i tre carotaggi effettuati da Arpa sono riusciti a svelare. Il sospetto, però, e che quelle tonnellate di rifiuti possano arrivare direttamente da Porto Marghera.
E’ quanto riporta Il Giornale di Brescia, secondo cui, sebbene fosse risaputa la presenza di una discarica, nessuno, finora, ha saputo identificare il tipo di residui intombati in una buca profonda 16 metri.

Da dove vengono questi residui? Chi li ha portati? Quando? Nodi difficilissimi da sciogliere e che si legano all’intervento in corso per la realizzazione della linea ad alta velocità, di cui si sta occupando Cepav Due. I rifiuti sono stati rinvenuti nel luogo in cui dovranno essere realizzati i piloni per il cavalcavia.

Nello strato più superficiale del terreno si trovano resti di lavaggio da cava e gessi, mentre in quello più profondo materiali che rilasciano, secondo quanto appurato da Arpa, “vapori di solvente”.

E questo ha fatto scattare il pensiero che possa trattarsi di materiali provenienti dall’ex Petrolchimico di Mestre, transitati sulla rotta milanese e poi approdati nel bresciano decenni fa e qui rimasti ad inquinare il terreno.

Che possa trattarsi di solventi forti, quindi inquinanti lo dimostrerebbe la presenza, rilevata in uno dei piezometri realizzati da Cepav Due, di dicloroetilene che è usato anche come solvente, nella sintesi di altri
solventi a base di cloro e per rimuovere il piombo nelle benzine.

Il nodo della rimozione di questi rifiuti potenzialmente velenosi a chi spetta? Cepav Due asporterà solamente il materiale nella zona in cui sorgeranno i piloni, isolando l’area in cui sorge la discarica.

 

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