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Inquinamento aria, linee guida più rigide dell’Oms: “Le amministrazioni locali si sveglino”

(red.) La città di Brescia continua ad indossare la maglia nera per i livelli di inquinamento dell’aria. Proprio oggi, infatti, l’OMS ha aggiornato le linee guida, che prevedono livelli di particolato fine 5 volte inferiori alla soglia stabilita dall’UE. La città lombarda, già non in linea con la soglia stabilita dall’UE, è quindi ben lontana dal rispetto dei valori indicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Una situazione più volte denunciata da Europa Verde Brescia e arrivata sui tavoli europei grazie all’interrogazione dell’eurodeputata Eleonora Evi, co- portavoce nazionale di Europa Verde.

“Qualche giorno fa la Commissione europea – dichiara Evi – ha risposto all’interrogazione che avevo depositato affinché si facesse luce sulla conformità delle misure adottate a Brescia rispetto alla Direttiva europea sulla qualità dell’aria. Nel riscontro, la Commissione, prendendo atto di quanto denunciato con la mia interrogazione, assume l’impegno di valutare l’inserimento delle emissioni generate dagli allevamenti intensivi nell’ambito di applicazione della direttiva sulle emissioni industriali (IED), della quale mi occuperò in prima persona a nome del gruppo dei Greens/EFA”.
A sottolineare la gravità del livello di inquinamento dell’aria a Brescia è stato Salvatore Fierro, portavoce di Europa Verde Brescia, che ha rilevato la mancanza di una strategia di coordinamento regionale e, contestualmente, un’applicazione troppo disomogenea delle ordinanze da parte delle amministrazioni locali.

“L’inquinamento dell’aria a Brescia e provincia – afferma Fierro – provoca più di 1000 morti all’anno, con una media di tre vittime al giorno, secondo i dati elaborati dall’Agenzia di tutela della salute. La responsabilità maggiore di questi problemi è da ricercare in primis negli allevamenti intensivi ed è ora che vengano ritenuti causa diretta di inquinamento, come il nostro territorio può tristemente testimoniare. Per questo accolgo con soddisfazione la risposta della Commissione rispetto al loro inserimento nell’ambito di applicazione della direttiva IED. Ma i dati resi noti oggi dall’OMS, secondo cui quasi l’80% delle morti legate al PM₂.₅ potrebbero essere evitate nel mondo se gli attuali livelli di inquinamento atmosferico fossero ridotti a quelli proposti dai nuovi parametri, ribadiscono la necessità da parte delle amministrazioni locali di azioni concrete e immediate, che abbiamo più volte indicato: mobilità sostenibile, riconversione energetica del patrimonio edilizio cittadino, istituzione di un assessorato o delega alla transizione ecologica” – aggiunge Fierro.

“L’onere della malattia attribuibile all’inquinamento atmosferico è ora stimato alla pari con altri importanti rischi per la salute globale, come le diete malsane e il fumo di tabacco. Ecco perché la situazione di Brescia e provincia richiede l’applicazione di misure urgenti da parte di chi governa il territorio. E’ inaccettabile fare la conta dei morti da inquinamento ogni anno e restare con le mani in mano” – conclude Evi.

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