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Caso Wte: Ambiente e Futuro Lombardia contatta Draghi…e lui risponde

Il premier, sollecitato dal comitato, ha risposto con la rassicurazione che vi sarà, da parte del suo ufficio, un approfondimento in merito.

(red.) La tutela dell’ambiente non va mai in vacanza. Lo sanno bene gli attivisti di Ambiente Futuro Lombardia che, insieme con la propria presidente, Imma Lascialfari, hanno lavorato attivamente per tutta estate. “Dal 24 maggio, il nostro impegno non si è mai fermato e, anzi, è diventato ancora più intenso, poiché la vicenda WTE rappresenta solo la punta dell’iceberg del grave stato di inquinamento ambientale di Brescia e provincia”.

 

Il comitato ha contattato il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, “ricevendo ieri, 31 agosto 2021, un immediato e preciso riscontro, con la rassicurazione che vi sarà, da parte del suo ufficio, un approfondimento in merito alle nostre informazioni relative alla Wte. Ciò ci lascia una grande speranza che la faccenda Wte non finirà qui e ci rende fieri del nostro costante e indefesso lavoro, perchè l’onestà e la sua posizione “super partes”, grazie alla grande competenza tecnica del Presidente Draghi sono una garanzia. Pertanto vogliamo ringraziare pubblicamente il nostro Presidente del Consiglio, Mario Draghi, comunicandogli altresì che sarà tenuto al corrente, come concordato, di tutte le nostre iniziative future e di tutte le risposte o mancate risposte che via via riceveremo”.

Fanghi tossici comitati davanti alla Wte di Calcinato è nostra vittoria

Ambiente Futuro Lombardia, non ha “disturbato” soltanto Draghi nel periodo estivo. Ecco il report della realtà ambientalista:
 con la Provincia di Brescia, per chiedere spiegazioni in merito alle numerose autorizzazioni rilasciate in passato nei confronti di WTE
 con Regione Lombardia per esprimere la nostra protesta, perché secondo noi, ha fatto troppo poco per tutelare i cittadini, limitandosi a fare “qualcosa” solo dopo l’uscita del caso WTE
 con le Associazioni di categoria degli Agricoltori in quanto, secondo noi, non hanno preso una netta posizione di condanna in tema di inquinamento ambientale e poco si sono fatte sentire dopo lo scoppio del caso WTE. Per questo abbiamo chiesto a tutte(Coldiretti, Copagri, Unione Agricoltori , Confagricoltura, Confagricoltura donna, CIA) un incontro, ricevendo riscontro ssoltanto da Copagri, con cui abbiamo anche già avuto un incontro e da Confagricoltura Donna che, però, ci ha rimandati alla sede centrale, in quanto non si riteneva competente
 con l’ANCI, nella persona del Sindaco De Caro, che ad oggi 1 settembre 2021 non ha ancora risposto
 con la Procura della Repubblica, che sta lavorando con tenacia
 con i Carabinieri Forestali, anche nella persona del Tenente Colonnello Tedeschi, grazie ai quali è partita tutta l’operazione. Pur lavorando con le poche risorse a disposizione sono riusciti ad ottenere un risultato eccellente!!
 con l’ARPA che sta facendo emergere criticità pesantissime per la nostra provincia e portando alla luce gravi episodi, attraverso il grande lavoro svolto, in particolare da parte del direttore Fabio Cambielli. Pregevole anche il fatto che hanno sempre dato voce ai cittadini
 con l’Associazione Comuni Bresciani che ci ha risposto dicendo che stanno lavorando per trovare una soluzione e che si costituiranno parte civile in un’eventuale azione giudiziaria
 con ATS la quale mai, e ripetiamo MAI, in questi oltre 20 anni di ambientalismo ha ammesso che Brescia è una città “straferita”, parola che deve farci riflettere tutti e renderci consapevoli che non c’è più tempo per aspettare di agire
 con l’attuale Ministro dell’Ambiente Cingolani, al quale abbiamo chiesto un incontro per l’emergenza fanghi tossici e per il depuratore del Garda (il cui problema stiamo seguendo dall’inizio), ma che non ci ha per il momento risposto

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