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Ozono e ondate calore, “Loggia adotti piano energetico”

Lo chiedono al Comune di Brescia "Basta Veleni" e i "Friday For Future di Brescia", evidenziando il rischio correlato fra temperature ed inquinamento.

(red.) Basta Veleni e i Friday For Future di Brescia hanno sottoscritto un documento in riferimento “alla forte presenza nell’aria dell’ozono così come monitorato dalle centraline dell’Arpa, oltre alle ondate di calore che sono alla base degli eventi meteo estremi con effetti negativi sull’ambiente”.

“L’intensa ondata di caldo che ha colpito gran parte del nord del pianeta”, scrivono le associazioni bresciane, “sta determinando una seria impennata termica, definita “virtualmente impossibile” dagli scienziati senza la presenza
della crisi climatica. Tutto questo calore in eccesso fa aumentare il pericolo di eventi meteo estremi con effetti molto negativi sull’ambiente: enormi problemi legati alla disponibilità di risorse idriche, precipitazioni atmosferiche di vasta entità in territori afflitti da perenne dissesto idrogeologico, incremento degli incendi boschivi che interessano aree estese del paese”.

“Diventa impossibile”, si legge nella nota di  Basta Veleni e Friday For Future di Brescia, “non prendere in considerazione, una serie di azioni concrete che
dovrebbero venire dalle autorità competenti, anche in riferimento all’aumento significativo, monitorato dalle centraline dell’Arpa, dei livelli di ozono a Brescia, così come in gran parte delle città lombarde”.

“Ripetutamente”, viene sottolineato, “l’Agenzia Europea per l’Ambiente, denuncia la presenza di un pesantissimo inquinamento atmosferico in tutta la Lombardia. In questa situazione con l’aumento della temperatura media a cui stiamo assistendo, cresce, in modo esponenziale, la mancanza di sicurezza per le persone più deboli dal momento che unaforte presenza dell’ozono – spinto dalle forti radiazioni solari estive – può favorire alterazioni importanti, in particolare del tratto respiratorio, bersaglio principale del Covid-2 e delle sue varianti”.

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“Oltre alle note indicazioni per proteggersi dal caldo durante le ondate di calore per tutelare meglio la salute, ci sono diverse misure che l’amministrazione può e deve intraprendere per limitare al massimo gli sprechi e migliorare la situazione, anche a livello locale”, spiegano i comitati ambientalisti, suggerendo una serie di precauzioni utili a scongiurare gli effetti delle ondate di calore. Ad esempio, “evitare che tutte le porte delle attività commerciali che utilizzano i condizionatori d’ aria siano sempre aperte, d’estate e d’inverno, usando un inutile spreco di energia e pure
l’aumento delle bollette. Un bollino verde per i virtuosi può cominciare, fin da subito, a spingere in questa direzione, per poi applicare l’ordinanza a tutte le attività della città – come avviene per il Comune di Milano”.

Ma anche: “limitare l’uso dell’aria condizionata nelle autovetture, in particolare nei momenti di sosta, per evitare inutile spreco di carburante e produzione di inquinamento dell’aria; limitare la temperatura di condizionamento a 26°, in primis per evitare sprechi energetici, ma
anche per minimizzare i problemi di salute, e il calore inserito nell’ambiente cittadino aumentando l’effetto isola di calore”.

“Pertanto”, conclude la nota di Basta Veleni e i Friday For Future di Brescia, “chiediamo al Comune di dotarsi di un proprio autonomo Piano energetico che si basi, prevalentemente, sulle fonti energetiche rinnovabili e che venga predisposta, in via del tutto prioritaria, una delibera che ponga il limite di temperatura consentito a 26° per l’utilizzo dei climatizzatori/ condizionatori d’aria, oltre al divieto di tenere aperte porte e finestre nei luoghi di lavoro con le apparecchiature in funzione, e idem per le autovetture ferme in sosta coi motori accesi”.

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